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Derrick Rose torna a Chicago da ex: «Mi aspetto i “boo” dei tifosi»

derrick rose bullsUna cosa è certa, l’incontro di sabato tra Bulls e Knicks non sarà una partita come le altre. Per la prima volta dal suo trasferimento di quest’estate Derrick Rose, nato e cresciuto in tutti i sensi a Chicago, torna allo United Center nella veste di ospite.

Un evento da non perdere e che porta in sé una certa carica emotiva forte per il cestista se si pensa che, proprio qui, fu chiamato nel 2008 come prima scelta assoluta del Draft, divenne Rookie of the Year, fu nominato MVP più giovane nel ‘10/’11 quando perse coi suoi la finale di Eastern Conference contro gli Heat e si ruppe un ginocchio l’anno successivo. Certo sintetizzare i tanti anni trascorsi insieme in poche righe è difficile, ma già da qui si capisce quanto questo scontro possa essere sentito.

Chi si aspetta una nostalgia da ex amanti di stampo gozzaniano dovrà però ricredersi visto che proprio Rose per primo ha messo in conto qualche fischio e contestazione dal suo ex pubblico:

«Aspettarsi un’ovazione sarebbe un sogno, ma so che mi prenderò lo stesso alcuni “boo”. È inevitabile. Per fortuna non influenzerà il modo in cui voglio giocare e come vorrò vincere la partita. Ma tranquilli, tra me e Chicago non scorre cattivo sangue. Questo è il nostro gioco ed è normale sia così, non ci sono assolutamente strascichi di nessun tipo».

Ma poco importa tutto questo agli occhi di chi, pur non rinnegando il suo passato, vede il suo futuro tutto da costruire nella Grande Mela:

«Quando ho fatto le valigie non ho avuto risentimenti ma anzi ho pensato che a New York ci fosse un’opportunità per costruire qualcosa di nuovo. Prima ero un talento grezzo e la mia età contava qualcosa. Ora avete di fronte un cestista decisamente più maturo rispetto ai tempi dei Bulls. Noi dobbiamo immaginare il nostro potenziale e migliorare di giorno in giorno. Questo sarà il nostro approccio in ogni incontro ed il nostro obiettivo, ma certo ci vorrà del tempo. Qui stiamo creando qualcosa di nuovo».

Insomma sembra che per seppellire i tempi di Chicago siano bastate solo quattro gare di regular e chissà se alla fine non riuscirà a dimostrarcelo sul parquet questo fine settimana…

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