Get Adobe Flash player

Davis difende i suoi Pelicans: «Nessun attrito, ognuno mette in campo tutto»

anthony davisLa stagione dei Pelicans non è certo iniziata nel migliore dei modi con otto sconfitte di fila, ma pur con un bilancio ancora negativo possiamo dire che vedendo le loro ultime prestazioni qualcosa si stia muovendo. Il merito sembra essere soprattutto di Anthony Davis che con numeri splendidi pare trainare la squadra verso un’altra sicurezza e ben altri risultati. Peccato per l’ultima sconfitta contro i Mavs, ma con una media personale di 31,6 punti, 11 rimbalzi ed 1,8 palle rubate ci sarebbe quasi da sorridere.

Non fosse però per una serie di chiacchiere che in questo momento aleggiano intorno allo spogliatoio e che vorrebbero uno scollamento pesante tra il ventitreenne ed il resto della squadra. Certo non sappiamo se è una delle solite indiscrezioni della stampa, che a torto o a ragione cerca di alimentare dissidi come questo, ma se è stato anche il diretto interessato a parlarne al cronista di punta di ESPN Marc Stein vuol dire che il problema non può e non deve essere sopravvalutato:

«Sì ne ho sentito parlare, sono anche sui social network quindi non accorgersene sarebbe impossibile. Ma alla fine questo tipo di chiacchiere contano poco. Devo solo pensare ai miei compagni e a tutto l’impegno che mettono giorno dopo giorno negli allenamenti ed in campo. Non bisogna certo dar credito a storie come questa, ma ignorare un eventuale senso di disagio sarebbe stupido. Fare polemica con la stampa non fa parte del mio stile, io posso solo cercare di capire bene quali sono gli umori dei miei compagni e cercare una soluzione».

Una risposta sibillina che se da un lato non aiuta a far chiarezza, dall’altro potrebbe sottintendere qualcosa. È vero che i media in generale sguazzano in situazioni difficili, ma forse per parlare di problemi di “tenuta” emotiva è un po’ troppo presto. Il nodo centrale ora resta un altro, come per sua stessa ammissione:

«Quest’anno siamo stati scioccati dal nostro inizio, è come se ci fossimo scavati una buca per infilarcisi dentro. Ora per fortuna ne stiamo uscendo, a fatica, ma lo stiamo facendo e dobbiamo continuare a lottare. Nessuno vorrebbe un inizio come il nostro ma purtroppo può capitare. Alcune franchigie riescono da subito a capire cosa vogliono e come ottenerlo, quest’anno non è stato il nostro caso. Dobbiamo essere come dei “colletti blu” (l’equivalente delle nostre tute blu, quindi operai, ndr) e sfruttare ogni singolo rimbalzo per condividere la palla. Così siamo riusciti a migliorare nelle ultime due settimane. Io ho visto come giocano Curry, LeBron ed anche lo stesso Draymond Green. I primi due sono sempre presenti per i compagni, mentre lui riesce a trovare sempre i suoi in un modo che a me ancora non riesce. Questi sono i miei esempi e così voglio migliorare».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Trovaci su facebook!

Seguici su Twitter!

Rubriche