Get Adobe Flash player

Wade alla prima in maglia Bulls: «Heat capitolo chiuso, qui ho tutto quello che ho sempre desiderato»

wade-bullsSe l’obiettivo era quello di svegliare il pubblico dei Bulls dal torpore che da tanti anni a questa parte li avvolge, allora possiamo dire che sia riuscito. Il debutto dell’esordiente – si fa per dire – Dwyane Wade è stato uno di quei momenti difficili da dimenticare e poco importa se alla fine è valso una sconfitta, seppur di misura, contro i Bucks. Conta solo il fatto che finalmente ci siano margini di crescita e per fare bene.

Ma è soprattutto per Wade che è stata una giornata indimenticabile a partire da quella presentazione fatta dallo speaker dello United Center – «viene da Chicago, Illinois» – con cui pubblico e cestista sono stati scaldati per bene diventando una cosa unica in grado di mettere a segno 6 punti in 12 minuti scarsi. Una bella soddisfazione come ha ammesso il diretto interessato:

«Riuscire ad infiammarli così? È stato grande ed inaspettato. Ma anche io sono stato caricato tantissimo da come mi hanno presentato. Certo non nascondo che avrei preferito vincere ma in fondo va bene. Ho lavorato tanto col coach e sono sicuro, per questo, che ci siano ancora tanti margini. Possiamo imparare ancora molto».

Va detto però che il passaggio ad un’altra franchigia, benché sia della tua città natale, non dev’essere comunque facile dopo 13 anni e tre anelli vinti con gli Heat, ma questo non sembra essere un problema:

«Qui c’è tutto quello che cerco. Miami fa parte del mio cuore, è vero, ed ho sempre pensato cos’avrei provato semmai fossi sceso in campo con un’altra divisa. Ma quando sei lì parli sempre di basket e non guardo cosa ho addosso, cerco solo di fare del mio meglio. Ho chiuso un capitolo per aprirne un altro, ora sono qui e voglio vedere cosa succederà».

Lo stesso Hoiberg è convinto che questo possa essere l’anno giusto grazie alla sua e all’esperienza di un altro come Rondo, protagonista ieri proprio di una rotazione col nostro di cui dice:

«Penso che Dwyane sia molto competente. Gioca con una grande energia e per questo vorremmo cercare di tenerlo intorno ai 10-12 minuti. Lì siamo sicuri che riuscirebbe a fare veramente bene tra tiri da tre e quant’altro. I nostri ragazzi possono solo che imparare qualcosa da un veterano della sua esperienza».

Insomma, il primo test sembra essere passato a pieni voti. Ora non resta che vedere se tutte le aspettative riusciranno ad essere confermate nel corso di tutto il prossimo anno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Trovaci su facebook!

Seguici su Twitter!

Rubriche