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Tony Parker e il suo nuovo ruolo nei “nuovi” Spurs

tony_parker_spursChe in casa Spurs ci fossero dei cambiamenti nell’aria dopo l’addio di Tim Duncan non è un mistero per nessuno visto che già quest’estate coach Popovich ventilava l’ipotesi di retrocedere Tony Parker da titolare inamovibile a terza scelta dietro Kawhi Leonard e LaMarcus Aldridge.

Assolutamente niente di punitivo, quanto più che altro una scelta presa in linea con la sua età che avanza e con una media di punti incapace di reggere i fasti del passato e soddisfare la franchigia: dal ‘12/’13 ad oggi siamo scesi dalla media di 20,3 punti a quella di 11,9 a partita, il peggior risultato in assoluto dal suo esordio come rookie nello ‘01/’02 dove ne fece 9,5. Certo non è la prima volta che la società prende decisioni di questo ed anzi, come ci ricorda lo stesso Pop si può quasi parlare di un metodo San Antonio sperimentato in passato con grandi atleti:

«Tony con noi ha fatto veramente un gran bel lavoro, ora dobbiamo ragionare sul futuro e prendere quindi spunto dal nostro recente passato: così fece David Robinson per Tim Duncan, e così Duncan fece per Ginobili e Tony. Purtroppo il tempo passa e le esigenze cambiano, nasconderselo sarebbe stupido. Ora la palla deve girare da un’altra parte e anche lui è cosciente di non potercela fare più come prima. Ma sono sicuro che col suo nuovo ruolo, dove dovrà fare anche da chioccia, dimostrerà che ci abbiamo visto bene. Così ci sarà molto più d’aiuto».

Pur essendo impossibile non accettare una proposta del genere va riconosciuto a Parker uno stoicismo ed una fedeltà alla franchigia degna di miglior causa che gli hanno fatto cogliere col migliore degli ottimismi possibili questa novità:

«Sono sicuro che andrà bene così. Amo molto il mio ruolo e cercherò anche quest’anno di fare del mio meglio ogni volta che scenderò in campo. Programmi? L’anno scorso abbiamo vinto 67 incontri, quindi quest’anno il minimo è replicare e cercare di andare ancora più lontano durante i playoff. Coach Pop è fiducioso, e di questo sono contento. Se la gente non capirà il perché di questo cambiamento, beh allora pazienza».

Sinora il metodo Spurs non ha mai deluso quanto ad aspettative, non resta che vedere se anche quest’anno sarà così.

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