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Tagli e conferme, i roster NBA prendono forma. Metta World Peace è il “mentore” ai Lakers, Ty Lawson tiene il posto

metta world peaceOrmai ci siamo, la stagione NBA inizierà ufficialmente questa notte con Cleveland – New York. Le ultime ore che precedono l’esordio in regular season sono difficili per le dirigenze, costrette a prendere decisioni definitive riguardo ai giocatori da confermare o tagliare per consegnare il roster definitivo.

I Miami Heat vincono la speciale gara con ben 5 esclusioni: Vashil Fernandez, Luis Montero, Beno Udrih, Brianté Weber e Okaro White. Fra tutti è quello di Udrih il taglio che fa più notizia: 2 anelli (con gli Spurs) e in NBA dal 2004, lo Sloveno ha collezionato 36 presenze a Miami lo scorso anno. Evidentemente i 34 anni hanno inciso sulle strategie della società.

Sembrava già escluso dal progetto dei Sacramento Kings Ty Lawson, dopo l’ennesima bravata di una settimana fa, quando ha perso il volo della squadra. Poche ore fa invece è arrivata l’ufficialità della conferma, ai “danni” di Jordan Farmar e Isaiah Cousins, che vengono quindi tagliati.

Brutta storia quella di R.J. Hunter, che si è visto comunicare l’esclusione dai 16 del roster dei Boston Celtics proprio nel giorno del suo compleanno e probabilmente farà ritorno ai Maine Red Claws (squadra di D-League affiliata ai Celtics). La scelta della società di Boston era tra lui e James Young, che viene confermato.

I Los Angeles Lakers hanno accolto le richieste di Yi Jianlian, che dopo l’ottima Olimpiade a Rio aveva provato un ritorno in NBA. Non è però riuscito a ripetere le gesta mostrate ai Guangdong Southern Tigers e il General Manager Mitch Kupchak ha comunicato questo “taglio consensuale”.

Il vero leader dello spogliatoio dei Lakers d.B. (dopo Bryant) è Metta World Peace. L’eccentrico ex Cantù è il prescelto per aiutare la crescita dei tanti giovani e quindi viene confermato dalla società.

Proprio su Metta D’Angelo Russell, uno dei giovani più interessanti, ha detto: «Mi ha sempre detto di non usare la mia giovane età come una scusa. Mi ha detto di attaccare ed essere convinto già dal primo anno, di giocare al meglio che posso per la mia età».

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