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Stavolta è Curry a difendere Green: «Accuse ridicole, siamo una vera squadra»

stephen-curry-2016Lo possiamo dire senza troppi problemi, tra la stampa e lo sport c’è uno di quegli strani rapporti contraddistinti da tanti bassi e pochissimi alti. Molte sono infatti le accuse tra le parti che spesso e volentieri si incolpano vicendevolmente di stravolgere la realtà e riportare i fatti più per interesse nel creare polemiche che per vera vocazione giornalistica.

E così con una regular che deve ancora iniziare ci si ritrova in un clima tesissimo tra Warriors e cronisti, coi primi che accusano da un po’ di tempo a questa parte un’attenzione quasi morbosa per il loro operato e per alcuni dei loro cestisti. Su tutti Draymond Green.

In un’eterna querelle coi suoi antagonisti per eccellenza Green è tornato dentro l’occhio del ciclone dopo un’intervista uscita su ESPN in cui il suo ex compagno di squadra Marreese Speights, ora ai Clippers, lo biasima di «aver rotto la chimica» nella franchigia di Oakland soprattutto con Klay Thompson con cui «sarebbe quasi arrivato alle mani» e di essere quindi la ragione che ha portato i suoi a farsi soffiare il titolo dai Cavs. Certo per dovere di cronaca va riconosciuto che Speights non l’ha detto apertamente, ma è evidente che la conseguenza diretta sia quella.

Se in un clima del genere ci aggiungiamo anche l’eccessiva morbosità che c’è stata intorno al trasferimento di Kevin Durant, difeso proprio da Green negli ultimi giorni, capiamo che razza di atmosfera si sia venuta a creare.

Tanto che alla fine a chiamare quella levata di scudi a difesa non solo di Draymond ma di tutti gli Warriors è stato Stephen Curry, l’uomo simbolo della franchigia, con parole ferme e che non lasciano certo spazio a nessuna interpretazione:

«Queste sono polemiche che non ci interessano, vediamo ogni giorno cosa Green fa per noi, come si impegna e così via. Lo stesso posso dire di Klay, di Kevin (Thompson e Durant, ndr) e di tutti gli altri. Ognuno ha il suo ruolo qui dentro, che è diverso da quello degli altri, ma siamo legati dallo stesso obiettivo. Per noi parlano i fatti. Essere tesi è normale dopo gli allenamenti o le partite, ma poi basta ritrovarsi negli spogliatoi per vedere come tutto sia risolvibile. In tutta sincerità nessuno sa nulla di quelle cose negative di cui si è insinuato sino a qualche giorno fa. Io, così come tutti i miei compagni di squadra, non ho problemi a dire che quell’articolo su Draymond è stato ridicolo. È quasi sembrato che volessero spiare la sua vita da un buco della serratura male. E infatti hanno scritto cose di cui non sanno nulla».

Gli Warriors, è inutile dirlo, pure quest’anno sono dati per favoriti. Che siano quindi sulla bocca di tutti tra detrattori, tanti, e estimatori è normale. Ma qui si corre il rischio di esacerbare gli animi un po’ troppo presto e di arrivare già a natale col coltello fra i denti.

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