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La nuova vita di Zach Randolph, in corsa per il Sixth Man of the Year

zach randolfPiccolo grande cambiamento in casa Grizzlies, quest’anno per la prima volta dal 2009 Zach Randolph partirà dalla panchina. In tante stagioni di militanza a Memphis non era mai successo, ma gli anni sono quelli che sono ed il peso dell’età inizia a farsi sentire.

La decisione è stata presa dal nuovo head coach David Fizdale e comunicata dopo i primi allenamenti di mercoledì con intenti non tanto punitivi, quanto per valorizzare al meglio le possibilità della franchigia col veterano che sarà sostituito in partenza dal 26enne JaMychal Green:

«Sono stato molto chiaro con Zach e lui, da parte sua, è stato molto comprensivo. Gli ho detto senza giri di parole che è arrivato il momento di provare quello che sarà il suo ruolo per il resto della sua carriera, è difficile se non impossibile che qualcuno lo faccia partire dall’inizio a 35 anni suonati. Ma sono convinto che con le sue qualità farà benissimo e già da ora sia il primo candidato come Sesto Uomo dell’anno NBA. Ho bisogno di un leader come lui da impiegare nel corso del match».

Non una novità vera e propria visto che già nell’ultima regular Randolph è partito fuori dalla panchina per 15 incontri. Ma certo con un’esperienza come la sua, con lui Memphis ha partecipato sempre agli ultimi playoff, e con una media simile, 15,3 punti 7,8 rimbalzi nel ‘15/’16, ci si aspetta sempre tanto. Se poi pensiamo al suo ruolo di collante con tutti gli infortuni dello scorso anno il gioco è fatto. Ma tranquilli, nessun problema da parte sua ad adattarsi a questo nuovo compito:

«Mi sento sempre in grado di partire dall’inizio e trascinare la squadra come nell’ultimo anno, è vero. Ma voglio essere positivo e propositivo, quindi se il coach ha scelto così, se vuole farmi giocare 10 minuti allora giocherò sempre i 10 minuti più intensi di tutta la mia carriera».

È evidente che l’obiettivo di quest’anno sia avere una squadra più alta e con un tempo di gioco molto più veloce, cosa impossibile con Zach e Marc Gasol dall’inizio – «il loro ritmo insieme non va più bene per quello che vogliamo costruire» – quindi ora non resta che vedere se la scommessa di Fizdale sia giusta o meno.

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