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Coach Blatt ha deciso: «Accetterò l’anello dei Cavs, loro gentili nell’offrirmelo»

david blattLe vittorie, così come le sconfitte, non sono imputabili solo ad una persona ma fanno parte di qualcosa di più ampio. Come ad esempio un gruppo affiatato, e questo purtroppo è un discorso che in molti non possono capire se non si sono mai cimentati giorno dopo giorno, fatica dopo fatica, nel difficile mondo dello sport fatto di successi e di insuccessi, di cadute e rialzate.

Chi lo sa bene sono i Cavs che a pochi giorni dalla premiazione per l’ultimo campionato vinto hanno deciso di invitare l’ex head coach David Blatt, esonerato a gennaio e sostituito da Tyronn Lue, nonostante la partenza sprint di inizio stagione con 30 – 11.

Una decisione di quelle romantiche e che è stata ovviamente motivata dalla franchigia col fatto che alla fine nella vittoria finale e in quel tripudio di emozioni delle finals c’era, seppur in minima parte, il suo zampino. Come non accettare un omaggio del genere? Impossibile come ha riconosciuto lo stesso Blatt ad una testata israeliana:

«Me lo hanno offerto in modo così rispettoso e gentile che non accettarlo era impraticabile. Hanno insistito tanto dicendo che me lo fossi guadagnato dando un contributo importante e di questo li ringrazio: non avrei accettato se avessi sentito che fosse stato una specie di regalo. Sono comunque convinto che questo non sia il mio campionato».

Un discorso che ricorda molto quello che proprio il coach fece a LeBron James quando due anni fa si apprestava a tornare da Miami verso Cleveland: «Qui in Ohio non dare nulla per scontato, bisogna sudare per tutto e lavorare giorno per giorno». Segno che alla fine bisogna sempre darsi da fare, a prescindere dal ruolo, e che l’impegno, quando c’è, viene riconosciuto.

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