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Carmelo Anthony pensa ai giovani: «La D-League va rinnovata completamente, i più forti sono costretti a scappare»

carmelo anthonyPaese che vai, sport che trovi ma soprattutto rivendicazioni sindacali con cui devi fare i conti. È riassumibile così l’ultima battaglia ingaggiata da Carmelo Anthony che, in qualità di vice presidente della NBPA (la National Basket Players Association, il sindacato dei cestisti ndr), si è lanciato in un duro j’accuse contro la mancanza di investimenti nella D-League.

L’attacco fatto ai microfoni di ESPN non risparmia nessuno e va dritto al punto: «Fosse per me la rinnoverei completamente. Ma non a livello punitivo, il mio è un discorso più complesso».

Il discorso sarebbe infatti più complesso secondo Anthony, per cui la mancanza di investimenti seri e di strutture adeguate non ne limiterebbero solo lo sviluppo ma finirebbero col tarpare le ali a tanti giovani. La soluzione dovrebbe passare attraverso ad un aumento salariale, ad un doppio contratto capace di facilitare il salto dalla lega di sviluppo alla massima e ad un’affiliazione completa di tutte e 30 le squadre dell’Association con quelle minori, che quest’anno salgono da 19 a 22:

«Sono sempre stato un grande sostenitore nello sviluppo dei nostri ragazzi e il calcio è l’esempio migliore. Ho da poco un club a Puerto Rico, trovando i talenti lì ho capito che anche noi dobbiamo far crescere i nostri direttamente qui. Non voglio che siano costretti a scappare all’estero».

Non un protezionismo in salsa sportiva quindi, ma un modo di valorizzare una filiera in grado di dare tantissimo secondo Melo. Anche se poi non è così difficile vedere un modo di pressione indiretta nei confronti di Adam Silver ed il rinnovo del CBA in discussione a partire dai prossimi giorni. Vedremo come finirà.

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