Get Adobe Flash player

VIDEO: Chris Paul commosso alla Hall of Fame

Memphis Grizzlies v Los Angeles Clippers - Game FourAlzi la mano chi da appassionato anche se da latitudini distantissime non abbia mai sognato, almeno una volta, di finire a giocare in NBA. E se succede qui figuriamoci negli Stati Uniti, dove desideri del genere saranno all’ordine del giorno in quei piccoli campetti di cemento con milioni di bambini che tra un canestro ed una bloccata danno libero sfogo alla loro fantasia.

Poi per i pochi privilegiati che riescono ad arrivare nella lega più famosa del mondo, di traguardo da raggiungere ce ne è un altro: riuscire ad entrare nel gotha di questo sport come Hall of Fame al Naismith Memorial ed indossare la mitica giacca arancione, segno distintivo di chi farà parte per sempre della storia di questo sport.

Una cosa che sa bene Chris Paul che nel primo viaggio al celebre “sacrario” della pallacanestro mondiale per partecipare alla consacrazione di Allen Iverson, Yao Ming e Shaquille O’Neal è scoppiato in lacrime mentre cercava di spiegare cosa significasse giocare e, soprattutto, riuscire ad entrare lì dentro da protagonista.

Un lungo discorso a braccio, basta vedere il video per rendersi conto di come le parole escano dal cuore, che aiuta quindi a capire cosa voglia dire dedicare tutta la propria vita non ad un lavoro, anche se sportivo, ma ad una passione:

«Tutti sanno che sono l’emotivo nella mia famiglia. Oggi è il primo giorno in assoluto che vengo qui (al Naismith Memorial, ndr) e se non fosse stato per questo gioco (il basket, ndr) non ci sarei mai venuto. Per questo gli devo essere molto grato, aggiungendo poi tutto che ha fatto per me e per la mia famiglia».

Quindi con lacrime e singhiozzi coperti solo grazie agli applausi di un pubblico entusiasta di fronte a così tanta sensibilità ha aggiunto:

«Essere qui di fronte alla storia è una di quelle cose che mi colpisce. Diamo sempre un sacco di cose per scontate, ma stare qui oggi per me è un’opportunità mai vista. Ricordo quando ero piccolo che chiedevo sempre ai miei genitori di comprarmi le scarpe pubblicizzate da Allen Iverson mentre oggi sono qui a rendergli omaggio».

E a rendergli omaggio non come semplice pubblico o curioso, ma da portabandiera di una generazione in NBA aggiungiamo noi. I tempi non sono ancora maturi per Chris Paul e per tutta la sua “classe” anagrafica. Ma se una cosa è certa è che lì al Naismith Memorial c’è uno spazio già riservato per lui. Il resto è tutta un’altra storia ancora da scrivere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Trovaci su facebook!

Seguici su Twitter!

Rubriche