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Dominique Wilkins nostalgico: «Con Kobe si è chiusa la nostra era»

jordan bryantUna leggenda NBA, Hall of Fame dal 2006 e idolo ad Atlanta, dove ha giocato dal 1982 al 1994 e dove è stato omaggiato con una statua davanti alla Philips Arena. Dominique Wilkins era uno degli antagonisti di Michael Jordan nella gara delle schiacciate di metà anni 80, vincendola nel 1985 e nel 1990. Non ha mai vinto un titolo NBA, ma ha vinto l’Eurolega nel 1996 col Panathinaikos per poi diventare famoso in Italia per quel fallo su Danilovic in Gara 5 delle finali scudetto del 1998.

Un basket di un’altra epoca, che sembra lontanissimo da quello giocato oggi. L’ultimo ad appartenere ancora a quella pallacanestro, a detta proprio di Wilkins, era Kobe Bryant.

«È stato un magnifico ambasciatore per la nostra lega. Puoi amarlo o odiarlo, perché è un competitivo per natura, ma vi dico una cosa: lui è l’ultimo dei Moicani. Ora che ha smesso la nostra era è ufficialmente conclusa».

«Gliel’ho detto quando ci siamo incontrati che nessuno potrà mai fare quello che ha fatto lui perché il gioco è cambiato. Non vedrete nessun altro giocatore come lui. La sua cattiveria agonistica, il suo stile di gioco, la sua determinazione. Non capita spesso di incontrare giocatori come lui e sicuramente non ne vedrete ancora».

L’ultima battuta è sul momento del suo ritiro, quando gli fu diagnosticato il diabete, difficile da riscontrare quando un giocatore è in piena forma: «Quando ho smesso ero scioccato. Ho smesso di allenarmi e ho dovuto curarmi come qualsiasi altro paziente. Il momento in cui ci si ritira è difficile, perché si realizza di essere vecchi e ho avvertito Kobe di evitare questa trappola».

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