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Coach Kerr e i nuovi Warriors: «Abbiamo perso la protezione del ferro e molta panchina, ma gli acquisti mi piacciono»

kerr warriorsPotrebbe essere considerata scaramanzia, ma l’ultima intervista dell’allenatore dei Golden State Warriors lascia intendere che i finalisti della scorsa stagione non siano gli unici favoriti per l’anello o almeno non da subito. Steve Kerr infatti ha voluto chiarire che, nonostante l’arrivo di Kevin Durant, il suo roster sia cambiato molto e questo non permette di ripetere con facilità la regular season quasi perfetta del 2015/16.

«La prima grande differenza rispetto allo scorso anno è che manca un protettore del ferro», ha spiegato a CSNBayArea.com, «avevamo due grandi difensori, ma sia Bogut che Ezeli sono partiti. Zaza (Pachulia) è un buon difensore, ma è più di posizione che un puro stoppatore».

«Abbiamo molti aggiustamenti da fare, anche sugli schemi. Abbiamo studiato qualche piano di difesa, questo per assicurarci di avere tutto sotto controllo».

È indubbio che qualcosa vada cambiato rispetto allo scorso anno e se il modo di trovare il canestro in attacco non sembra un problema, la difesa e soprattutto la partenza di molti panchinari sembra preoccupare Kerr.

«Le 3 migliori riserve sono al momento Iguodala, Livingston e David West (arrivato in estate) e non sono per niente male. Certo mi mancherà la velocità di Barbosa o l’affidabilità al tiro di Speights, ma li abbiamo rimpiazzati con giocatori che a me piacciono».

La panchina che ha risolto non poche partite degli Warriors negli ultimi 2 anni ora ha Ian Clark, James Michael McAdoo, Kevon Looney e il rookie Patrick McCaw. Proprio su quest’ultimo Kerr ha voluto dire la sua: «Siamo contenti del suo arrivo e credo che potrà essere d’aiuto tra qualche mese».

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