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Foto porno su Snapchat e ancora guai per Draymond Green

draymondgreenSembra non esserci proprio pace per Draymond Green che con una foto del suo pene postata su Snapchat ha toccato il fondo. Solo dieci minuti in rete per carità, ma sufficienti a fare il giro del mondo e costringerlo a delle scuse. Le ennesime quest’anno.

Certo questa volta non è paragonabile all’espulsione rimediata in gara 5 delle finals per la botta all’inguine di LeBron o all’arresto per la rissa con Jermaine Edmondson. Ma forse proprio perché parliamo di qualcosa di intimo è più umiliante doversi inventare la solita scusa dell’attacco hacker. Che poi in tempi di campagna elettorale per le presidenziali, in un clima da guerra fredda e coi pirati informatici russi col vento in poppa credere che qualcuno abbia preso di mira Draymond suona un po’ strano.

L’unica cosa positiva dell’intera vicenda è che questa volta non ci saranno conseguenze legali o sanzioni da parte della società, ma forse proprio per questo è più mortificante. Di fronte ad una gaffe del genere riuscire anche solo a giustificarsi è impossibile ma il problema vero è un altro: con questi atteggiamenti continui tra il menefreghista e il bullo Green non solo rischia di alimentare una fama da “enfant terrible” di cui non ha bisogno ma corre il serio pericolo di vanificare ciò che di buona fa. Come ad esempio la sua partecipazione attiva al movimento di protesta Black Lives Matters contro le discriminazioni sugli afro americani.

Dopo le scuse e la presa di distanza dal post incriminato il Warriors ha detto che ora il suo unico obiettivo è pensare alle Olimpiadi e di essere onorato di poter rappresentare gli Stati Uniti. La speranza è che in questi giorni di vigilia i rigidi protocolli della nazionale e del ritiro gli siano d’aiuto per farlo riflettere e fargli capire che no, non si può continuare così. Questa “estate horribilis” deve finire, perché dalla sua tranquillità non ne giovano solo i compagni di squadra ma anche la sua carriera. Non ci sono scuse che reggano.

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