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Kyrie Irving è già pronto per la prossima stagione: «Noi inferiori a nessuno»

kyrie-irvingQuella dei campioni è sempre un’estate particolare, perché dopo l’euforia per la vittoria inizia un serio momento di riflessione in cui la paura di fare un flop l’anno successivo è difficile da cacciare. Questo lo sa bene chi, come Kyrie Irving, a nemmeno un mese dall’anello si trova già da ora a lasciare il meritato riposo e iniziare a prepararsi per l’appuntamento di Rio dove, il caso vuole, sarà a fianco di Draymond Green e, soprattutto, del nuovo acquisto con cui gli Warriors contano di non fare prigionieri l’anno prossimo: Kevin Durant.

Se aggiungiamo al quintetto ufficioso DeMarcus Cousins e Carmelo Anthony immaginiamo perché gli Stati Uniti siano i favoriti per l’oro. Ma in realtà l’appuntamento olimpico è interessante proprio perché metterà in una veste diversa i Cavs e gli Warriors fianco a fianco, in un derby insolito e che nulla ha a che vedere con quelli che sono stati gli ultimi due anni di NBA.

Gira tutto intorno a questo inedito trio che dopo aver dato del suo meglio in Brasile tornerà nonostante tutto a fronteggiarsi dalla prossima regular e, chissà, forse regalandoci per il terzo anno di fila le finals tra Golden State e Cleveland per la “bella”…

Fantasie per il momento, ma sono in molti a veder gli Warriors come i favoriti negli scontri diretti e per il titolo, anche se Kyrie commentando tutto in una lunga intervista non sia proprio d’accordo:

«In molti ci danno già per spacciati, senza che la regular sia nemmeno iniziata. Io personalmente non conosco il significato di questa parola, perché non mi sono mai sentito spacciato in nessun momento della mia vita. Com’è normale in ogni stagione, a ottobre ci saranno dei favoriti, è vero, ma questo non vuol dire nulla. Mi sembra che sia stato ampiamente dimostrato».

Ma del resto si sa, la stampa per tenere alta l’attenzione soprattutto in un periodo di stasi come questo cerca sempre di creare polemiche, ecco perché il suo obiettivo ora resta un altro:

«Vogliamo conquistare l’oro per due motivi principali. Il primo è che questa potrebbe essere l’ultima volta in nazionale di coach Krzyzewski e, dopo una carriera come la sua, si merita di chiudere con l’ultimo oro. Poi perché noi rappresentiamo una nuova generazione di cestisti ed è importante dimostrare il nostro valore. Sento che è il nostro momento per vincere, saremo noi a guidare domani l’NBA quindi dobbiamo mettercela tutta. Certo alcuni hanno preferito non venire, ma non cambia. Nel nostro roster abbiamo MVP, campioni e giocatori di prima scelta. Non abbiamo paura di nessuno».

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