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Draymond Green pensa alle Olimpiadi e torna sulle finals: «Tutta colpa mia, ma guardo avanti»

draymond greenA quasi dieci giorni dall’arresto di Draymond Green la fitta nebbia che avvolgeva l’intero caso si è un po’ diradata e nel corso della scorsa settimana siamo riusciti, tramite le solite indiscrezioni, a ricostruire parte dell’accaduto.

Come rimbalzato su più giornali il Warriors sarebbe stato arrestato dopo un alterco con tal Jermaine Edmondson, un giocatore di football in forza a Michigan State e per ironia della sorte suo fan, probabilmente dopo qualche parola e qualche bicchiere di troppo. Una storia finita per fortuna senza troppe conseguenze se escludiamo quelle legali che ancora attendono Draymond.

Una brutta tegola che rischia di inficiare non solo la sua partecipazione a Rio ma di avere anche, in caso di condanna, brutte ripercussioni sulla sua intera carriera in NBA viste le tante clausole etiche del CBA (il contratto collettivo, ndr) e della lega.

Benché la nazionale non abbia escluso la sua partecipazione al ritiro è ancora presto per sapere se a Rio ci sarà o meno, visto che il prossimo giovedì la corte, in una sorta di rito per direttissima anticipato dal 4 agosto, sarà chiamata a pronunciarsi sulle accuse a suo carico. Va da sé quindi che nel caso sia ritenuto responsabile potrebbe saltare le olimpiadi, pagando quindi un conto veramente salato per una bravata evitabile.

Certo, non c’è molta voglia di parlarne, ma lo stesso Green non poteva non aspettarsi domande sull’argomento nella conferenza stampa successiva al primo ritiro di lunedì scorso, dove dopo aver ostentato un pizzico di superbia – < > – ha subito aggiustato il tiro con un atteggiamento tra il patriottico e l’umile:

«Dell’intera vicenda se ne occupano i miei avvocati, lascio tutto nelle loro mani. A me piace solo pensare che ho la possibilità di gareggiare per una medaglia d’oro. Non c’è bisogno di distrazioni di alcun genere perché è una questione che non riguarda me o la squadra, ma riguarda il dover andare lì e difendere il nostro paese nel modo giusto. Il resto sono tutte cose secondarie».

«Tutti sono preoccupati – ha proseguito con un tono decisamente più dimesso – ma dobbiamo ricordare che parliamo di cose più grandi di noi professionisti. Rappresentare il mio paese in ogni occasione pubblica è difficile e non lo è solo per me ma per tutti. Questo è quello che dobbiamo ricordare ogni volta».

Per poi concludere con un forte atto di autocritica riguardo le finals perse contro i Cavs ed una promessa:

«Se abbiamo perso è solo colpa mia e non ho problemi a riconoscerlo. Sono fatto così. Le cose sono cambiate dal mio flagrant (che gli fece saltare gara 5, ndr), lo riconosco. Ma ho imparato dai miei errori, sarò migliore di come sono ora».

Del resto da tutte le parti i superbi piacciono ancor meno dei presuntuosi e non è mai saggio ostentare troppa sicurezza prima di un giudizio di tale portata. La domanda è se sia in vena di buoni propositi per cercare di addolcire i giudici o se sia veramente “pentito” di quanto fatto finora. Male che vada staremo comunque a vedere.

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