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Charles Barkley su Durant: «Deluso dalla sua scelta»

charles barkleyNon sono passati nemmeno due giorni dallo sbarco di Kevin Durant a Golden State che già qualcuno si chiedeva che fine avesse fatto il solito commento di Charles Barkley, arrivato sì in ritardo ma caustico come al solito.

Sir Charles affronta una di quelle maledizioni cicliche in ogni massima serie, ovvero l’esodo di giocatori forti verso le teste di serie dei campionati dicendosi veramente deluso nei confronti di KD per quella che descrive come una scelta opportunistica e non di cuore:

«Sono amareggiato, moltissimo amareggiato come quando LeBron decise di andare a Miami pur di vincere un titolo. Kevin è un giocatore eccezionale ed un bravo ragazzo ma quello che mi colpisce è come abbia deciso di indebolire la sua vecchia franchigia pur di saltare su una gallina dalle uova d’oro sicure come gli Warriors. Almeno poi LeBron è tornato per vincere a Cleveland scrivendo un risultato che vale molto di più. Sarebbe molto più bello vincere ad Oklahoma piuttosto che ad Oakland».

«Oramai – ha proseguito – vige una mentalità quasi malata dove si arriva a dire “non vinci un campionato? Allora non vali nulla, sei un barbone”. Io personalmente non lo condivido e non mi sento un barbone. Penso a Patrick Ewing, Karl Malone e John Stockton, fuoriclasse che sono sicuro la pensino come me. Andare verso il più forte equivale a barare ed è una cosa nata con le nuove generazioni dove tutti i ragazzi sentono tantissima pressione. Tutti vogliono vincere».

Per poi concludere: «Io ad esempio sono una grande fan di Chris Paul e sono sicuro che anche lui, come tutti, voglia vincere un campionato. Potrebbe decidere di abbandonare i suoi quando la free agency gli permetterà di alzare la posta in gioco e andare incontro ad una di quelle squadre in grado di garantirgli quanto vuole. Ma non sarebbe lo stesso, perché una cosa è quando sei tu che guidi la tua squadra alla vittoria dopo un anno di sangue e sudore, una cosa è quando ti accodi. Una cosa è essere l’autista di un bus, un’altra essere un passeggero».

Parole condivisibilissime che descrivono una visione del basket, dello sport e della vita in generale molto romantica. Peccato però che a questo giro lo stesso Barkley sia inciampato in una buccia di banana. Forse non ricorda volutamente di quando da professionista cambiò cavallo in corsa ben due volte alla ricerca proprio dell’anello: la prima nel ’92, quando dai 76ers passò ai Suns, e quindi quando nel ’96 scelse i Rockets senza mai centrare i suoi obiettivi.

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