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Brandon Ingram e le pressioni dell’armadietto di Kobe: «Mi motivano a dare il massimo»

Brandon-Ingram-070616Il primo anno nella massima serie di solito è già complicato di suo, con tanta pressione mediatica da chi viene dal basket collegiale incapace, spesso e volentieri, non solo di reggere i ritmi folli di un’intera regular ma anche di somatizzare come si deve tutto l’apparato mediatico pronto a studiarti e criticarti al primo passo falso.

E questo lo sanno bene tutti quelli che ci sono passati, ma nessuno poteva immaginare che i Lakers decidessero di caricare ulteriormente le spalle del loro nuovo acquisto Brandon Ingram. Il cestista, proveniente dalle fila dei Duke Blue Devils e seconda scelta assoluta al Draft, non poteva certo immaginare che a nemmeno una settimana dal suo arrivo gli venisse assegnato l’armadietto del Lakers per eccellenza Kobe Bryant.

Un dettaglio pesante scoperto ovviamente solo una volta dentro lo spogliatoio ma che rischia di essere comunque problematico vista la pesante eredità che si porta dietro. Per fortuna tutto questo sembra però non toccare il diretto interessato che nella conferenza stampa di martedì ha cercato di stemperare tutto:

«Se mi emoziona? Sì ma tutta questa pressione è positiva, sapevo che dovevo cambiare completamente mentalità una volta arrivato qui. Questo non potrà che aiutarmi a fare del mio meglio e dimostrare di meritarmi questa occasione. Mi motiverà a dare il massimo».

E a chi gli chiede se questa possa essere una sorta di investitura ufficiale come nuovo Black Mamba risponde secco: «Non scherziamo. Di Kobe ce ne è uno solo. L’unica cosa certa quest’anno è che dovrò dare il massimo alla squadra ed al coach. Il resto non conta».

Macigni e scaramanzia a parte forse l’aspetto più affascinante del Draft è proprio questo, affiancare o sostituire pietre miliari del parquet con giovani promettenti ma sconosciuti. Se poi questi riusciranno a dimostrare il proprio valore è tutta un’altra storia.

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