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La parola gli sconfitti, Curry: «Non ho scuse»

klay thompson draymond greenNon serve andare troppo lontano per leggere l’amarezza negli occhi degli Warriors e di quanti sino a qualche ora fa sull’anello ci avevano fatto la bocca e speravano di bissare quanto già fatto l’anno scorso. Per rendersi conto basta guardare chi questa stagione dei record, come definita da molti commentatori sportivi, l’ha scritta e si illudeva di riuscire a regalare al proprio pubblico la vittoria più importante dell’anno. Ma alla fine lo sport è così e chi è un professionista lo dovrebbe sapere bene.

Chi più di tutti ne esce addolorato è Stephen Curry, l’uomo simbolo di questa franchigia, che si ritrova suo malgrado a dover subito lanciare il cuore oltre l’ostacolo: «Una situazione come questa fa male, malissimo. Certo sto bene ma sono deluso, ora ho tre mesi per prepararmi al meglio alla prossima stagione». Una frase diplomatica che però non nasconde la realtà dei fatti: la sconfitta brucia, eccome se brucia.

Del resto gli fa eco Thompson, incapace di dare una risposta quando gli si chiede per quale ragione non siano riusciti a chiudere la serie: «Non lo so per me riuscire a rispondere ora è impossibile. È la cosa più difficile che mi sia successa durante la mia intera carriera. Ora come ora non saprei cosa dire. Perché gli Splash Brothers non erano loro stessi in gara 7? Non lo so».

Rimorso più che amarezza per Green che torna con la memoria a quella stupida espulsione rimediata in gara 4, senza la quale forse oggi a festeggiare sarebbe Oakland: «In questi playoff ho avuto alti e bassi, di cui il momento peggiore con la sospensione. Ma ho imparato dai miei errori e cercherò di non replicarli. Sarò migliore e non ho paura di riconoscere di aver sbagliato».

Certo è impossibile sapere come sarebbero andate a finire le cose senza quel fallo evitabile, ma era chiaro però che non potesse continuare sfangarla per sempre. Ma nella tristezza del momento c’è comunque una buona notizia per tutti i tifosi, cioè che «non ci fermeremo a questo punto e non sarà l’ultima volta che ci vedrete in questa fase». Una promessa di Curry e compagni, con la testa già alla prossima regular.

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