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Joakim Noah lascia i Bulls: «Dopo 10 anni è tempo di cambiare»

joakim noahAvevamo già visto tempo fa come circolassero insistentemente voci della partenza di Joakim Noah da Chicago per una lunga serie di cause. La prima per l’impossibilità di convivere con coach Hoiberg, accusato secondo voci di corridoio di fare la spia per i vertici della società, cui poi si aggiungerebbero gli infortuni che l’hanno tenuto a lungo fuori dal campo, quest’anno per la spalla ha giocato solo 29 partite mettendo insieme meno di 22 minuti a partita, ed infine l’essere da quest’estate unrestricted free agent.

Tutte piccole motivazioni che lo spingerebbero a fare le valigie per cimentarsi, dopo tanti anni passati insieme a Bulls, in una nuova esperienza:

«Quest’anno è stato terribile. Ho giocato pochissimo, questa è stata la maggiore differenza rispetto agli altri anni e questo per me è stato difficile, poi aggiungiamoci che la squadra non ha raggiunto gli obiettivi prefissati (la mancata qualificazione ai playoff, ndr). Una stagione tremenda da cui però per fortuna possiamo imparare molto».

Ma ora a fare la differenza sarebbe proprio la possibilità di rimettersi in gioco:

«Qui a Chicago ho passato 10 anni della mia vita, trascorrendo momenti belli e brutti. Ma ora ho una grande possibilità per ogni giocatore, quella di venire ingaggiato da un’altra squadra. Un’esperienza nuova per me ed intrigante per ogni giocatore».

Il tempo per recuperare l’infortunio c’è per chi come lui nemmeno due anni fa era difensore dell’anno, ma è ancora troppo presto per individuare con certezza quale franchigia potrebbe essere interessata, anche se per assurdo molti lo vedrebbero bene a Minnesota dove allena la sua vecchia conoscenza Thibodeau. L’unica cosa sicura per ora è che il suo futuro è lontano da Chicago.

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