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C’era una volta il Dream Team. Il virus Zika intimorisce la nazionale USA

james harden houston rocketsÈ una lista lunghissima quella dei cestisti che quest’anno hanno deciso di boicottare le Olimpiadi di Rio, ufficiosamente molti per motivi di infortuni, ufficialmente per uno solo: la paura di rimanere contagiati dal tremendo virus Zika, una febbre cerebrale violentissima dalle conseguenze anche letali.

L’elenco è già importante ma si ingrossa di giorno in giorno, visto che a far compagnia a Curry, LeBron, Chris Paul, Anthony Davis e LaMarcus Aldridge si sono aggiunti nelle ultime ore Russell Westbrook e James Harden.

Prendere una decisione del genere non dev’essere facile leggendo i loro comunicati – simili in più punti – in cui esprimono «il rammarico per non poter partecipare, sperando ovviamente di riavere in futuro la possibilità di riprenderne parte» ma sottolineano «l’importanza di una decisione presa di comune accordo con le (rispettive, ndr) famiglie».

Pur senza citare il timore per il virus è evidente che sia quello lo spauracchio di tutta la nazionale a stelle e strisce e di molti altri sportivi che hanno deciso quest’anno di non partecipare all’edizione brasiliana nell’interesse della loro salute.

Un peccato vero e proprio visto che senza le teste di serie dell’NBA, all’elenco abbiamo visto come si potrebbe aggiungere anche lo spagnolo Pau Gasol, l’intero torneo non solo rischia di perdere smalto ma anche di credibilità.

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