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Bogut in difesa di Love: «Chi pensa sia un “molle” è un idiota»

Andrew Bogut WarriorsPer i Cavs sono ore abbastanza concitate tra la preparazione di gara 4 ed i conti che devono fare per l’infortunio di Kevin Love. Per sapere quando rientrerà, e se soprattutto sarà in grado di partecipare al resto delle finals, è ancora presto, ma come unica buona notizia c’è il fatto che avrebbe ripreso già ad allenarsi pur senza contatto.

Con una botta in testa come quella ricevuta in gara due c’è poco da scherzare, ed infatti la stessa NBA sottopone tutti i giocatori in situazioni simili a rigidi protocolli medici per scongiurare ogni possibile pericolo. Una situazione pesante per il cestista che dai compagni di squadra viene descritto come molto frustrato ed amareggiato per questa “sospensione” indefinita…

Ma incredibilmente a venirgli incontro è uno degli Warriors come Andrew Bogut che conosce bene tutti i problemi relativi alla commozione cerebrale, avendo provato il tutto sulla sua pelle all’inizio della scorsa regular:

«È molto probabile che qualcuno arriverà a chiamarlo “mollaccione”, bene questi sono degli idioti. Non bisogna scherzare quando si tratta del cervello. È vero, potresti essere un eroe durante le finals del 2016 ma magari il prezzo da pagare è quello di mangiare nel 2021 attraverso una cannuccia. A quel punto di quello che hai fatto nel 2016 non te ne fregherà un c**zzo».

Parole sicuramente crude ma che ben descrivono la necessità di fare una signora convalescenza in situazioni del genere. Poi è ovvio che ci sia tanto amaro in bocca come riconosce Bogut, ma tutti i rigidi protocolli sanitari predisposti dall’Association per situazioni di questo tipo spesso e volentieri «servono per salvare le società e gli stessi giocatori da loro stessi».

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