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Blake Griffin rivela: «La gara delle schiacciate del 2011? Mi è stato imposto cosa fare»

blake_griffin_clippersChi non ricorda l’NBA Dunk Contest del 2011? Uno fra i momenti memorabili di tutti gli All Star Weekend, dove il futuro rookie dell’anno Blake Griffin imbastì una scenografia spettacolare per vincere lo Slam Dunk Contest contro JaVale McGee: Baron Davis infilato dentro un’automobile a fornirgli l’assist mentre un coro gospel intonava le note dell’intramontabile successo “I believe i can fly”.

Una trovata incredibile che gli garantì un bagno di voti da parte dei tifosi, impressionati a tal punto dal suo alley-oop da premiarlo senza troppi pensieri.

Eppure a tanti anni di distanza scopriamo per sua stessa ammissione che non tutto andò come si aspettava a partire proprio dall’organizzazione. Griffin aveva cercato in tutti i modi di insistere con l’NBA per trovare sotto una cabriolet decappottabile e non un Kia con un tettuccio apribile da dove sbucava Baron:

«Volevo saltare sopra una cabrio, con Baron ed altri compagni dentro per far vedere che potevo “spiccare il volo” e superarla… ma non mi è stato permesso e così sono stato costretto a saltare sopra il cofano della Kia. Non se voi avete mai visto una macchina come quella: è abbastanza alta e pensare di saltare addirittura sopra il tettuccio è impossibile. Quindi alla fine ho optato per il cofano, ma diamine quanto ero inc****to. È stato facilissimo ed in questo modo non ci abbiamo guadagnato né io, che volevo mettermi alla prova, né gli altri quanto a spettacolarità».

Una richiesta tuttavia irricevibile visto i contratti di sponsorizzazione che legano la nota casa automobilistica coreana e la Lega. Non si tratta di elasticità ma di correttezza, peccato che l’unico a non pensarla così sia proprio Griffin che da quel momento ha deciso di non difendere il suo “titolo” e non parteciparvi più da allora.

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