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LeBron commenta il premio di MVP: «La parola valuable è difficile da interpretare»

james curry finalsStessa città natale – Akron – stessa stoffa da campioni ed identica passione per il basket. Era chiaro sin da subito che i destini di LeBron James e di Stephen Curry sarebbero finiti per legarsi indissolubilmente. Non poteva essere altrimenti ed in fondo lo sanno bene tutti e due, come del resto sanno che salvo sorprese dell’ultimo minuto si fronteggeranno ancora durante le prossime finals.

Nel frattempo però dopo la nomina di Curry ad MVP (Most Valuable Player) per il secondo anno consecutivo, vale la pena di ricordare che per la prima volta nella storia ha ricevuto l’unanimità dei voti, LeBron, piazzatosi terzo dietro Kawhi Leonard, si è lasciato andare ad un’interpretazione semantica sulla definizione di “valuable”:

«Credo che il termine si presti a troppe interpretazioni. È differente usare valuable o miglior giocatore per esempio. Certo quando vinci il premio non è che ti cambia molto. Non sto dicendo che Curry non lo meriti, basta guardare i suoi numeri complessivi per capire quanto ne sia degno, ma come non sia semplice interpretare il significato di quella parole e di conseguenza del premio».

Un’analisi un po’ bizzarra, è vero, ma che comunque fa sorridere visto che anche lui conosce molto bene il premio, per quattro volte suo. Viene però quasi l’impressione che le cartucce migliori se le stia serbando per il campo!

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