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La lunga estate degli Heat tra free agent, infortunati e scontenti

bosh tifosiCon l’uscita degli Heat dai playoff si apre un’estate complicata, tra giocatori in partenza, contratti da rinnovare e squadra da “ristrutturare”. Il primo dei dubbi da risolvere riguarda Chris Bosh: c’è da capire se e quanto può essere affidabile l’ex Raptors per la prossima stagione.

La trombosi che ha funestato le ultime due annate del lungo non dà ai medici, nonostante l’ottimismo di facciata, alcuna certezza tanto che è ancora impossibile stabilire se CB riuscirà ad allenarsi coi compagni nel ritiro estivo. Molti dietrologi iniziano a civettare di un prossimo divorzio tra loro, suggerendo di puntare il rinnovo del free agent Hassan Whiteside come sostituto, sempre restando nei limiti del salary cap.

Certo per il momento sono solo voci e nulla di più, ma l’idea che qualcosa possa cambiare non è così recondita. Unica nota positiva l’affetto genuino che tutta la squadra gli ha voluto mostrare attraverso le parole di coach Spoelstra: «Se penso a lui mi sento veramente triste perché so quanto ci avrebbe tenuto a partecipare a quest’ultima gara (gara 7, ndr). Penso che in molti sappiano quanto io ci sia affezionato».

Ricordiamo che se la sua situazione di salute non dovesse migliorare e Bosh non dovesse scendere in campo entro il 9 febbraio del 2017, per i regolamenti della lega gli Heat potrebbero designare un medico in grado di stabilire con la sua diagnosi se possa ancora giocare o meno, senza alcuna possibilità di appellarsi.

E siccome le noie non arrivano mai da sole bisogna fare i conti anche con la delusione di Amar’e Stoudemire, amareggiatissimo di non aver giocato di più contro i Raptors: «Per quanto mi riguarda ho mostrato di stare in salute, capacità di recupero e tanto nerbo. Mi piacerebbe aver giocato di più, ma dal punto di vista fisico è stato un buon anno per me. C’è stata grande chimica con tutti i ragazzi, per me sono stati i migliori compagni di squadra di sempre».

Parole molto diplomatiche ma che per molti sancirebbero un punto di rottura con la società. Vero è che le medie di Phoenix, 20 punti a partita, sono lontani quindi se la sua intenzione è quella di giocare di più potrebbe essere pronto per fare le valigie.

Luol Deng e ovviamente Dwyane Wade sono gli altri free agent illustri ai quali la società dovrà offrire un contratto.

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