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Durant: «Presto per parlare del futuro». Thomas già lo vede a Boston

kevin durant playoff 2016Brucia. Brucia sempre venire eliminati, a maggior ragione se la possibilità di chiudere la serie e mandare a casa gli Warriors – che non sono gli ultimi arrivati – l’hai avuta ma non sei riuscito a sfruttarla. Questo è un discorso che i Thunder conoscono bene, così come sanno bene che dopo una batosta del genere e la prossima free agency per l’uomo simbolo della franchigia, Kevin Durant, si apra un profondo periodo di riflessione.

Otto anni con la stessa squadra sono tanti ed è quindi normale, dolo la delusione per aver fatto la bocca sulle finals, iniziare a ragionare sul proprio futuro:

«Descrivere come ci si sente ora è impossibile. Devo ancora digerire tutta la cosa, mi sento molto ferito, anche perché ho sentito parlare in qualche modo di vittoria morale, ma non sono molto d’accordo con chi descrive una sconfitta in questo modo. Per il momento voglio abbracciare non solo tutti i miei compagni ma anche tutto lo staff, specialmente quelli che sono lontani dai riflettori, visto che è anche grazie a loro se siamo arrivati a questo punto. Per quanto riguarda il mio futuro non so ancora quando sarò in grado di prender una decisione. È molto difficile».

Certo per capire quale strada possa scegliere il ventisettenne di Washington bisogna iniziare a ragionare sui numeri, visto che senza i vincoli della salary cap ora può aspirare ad una base salariale di 25,9 milioni di dollari, con Spurs e – guarda caso – Warriors pronti alla finestra. Mentre se decidesse di restare ad Oklahoma si parlerebbe di un quinquennale per 149 milioni di dollari complessivi.

Altra alternativa interessante potrebbe essere quella di scegliere una sola stagione, sia nel caso di un rinnovo o di una partenza, con un’opzione per la seconda stagione. Un meccanismo abbastanza complesso, è vero, ma che gli garantirebbe a seconda dei casi 228 milioni nell’arco di sei anni ad Oklahoma o 176 in cinque se partisse quest’anno o l’anno prossimo (fonte ESPN).

Per concludere, per parlarne è ancora presto è vero, ma è un’eventualità con cui tanto i Thunder quanto gli altri devono iniziare a fare i conti.

Nel frattempo Isaiah Thomas, ormai l’uomo simbolo dei Celtics già lo immagina col 35 in maglia verde a Boston. Un Tweet semplice, cancellato dopo breve, fa capire quale sia il suo sogno è quello dei tifosi dei Celtics.

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