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Jimmy Butler: «Resterò ai Bulls per vincere». Ma Celtics e Magic ci proveranno…

jimmy butler chicago bullsLe voci di una cessione imminente di Jimmy Butler quest’estate si fanno sempre più insistenti. Indiscrezioni rilanciate da vari organi di stampa ma nettamente smentite dai diretti interessati a partire proprio dal cestista:

«Qui è dove sono e dove voglio essere, Chicago è la città che amo. Voglio continuare ad indossare questa maglietta con orgoglio. Tutto quello che devo fare in questo momento è concentrarmi sul gioco per riuscire ad aiutare la squadra a vincere. In verità non do mai troppo credito alle chiacchiere, qualcuno mi ha detto di queste voci ma nemmeno gli ho dato retta. Voglio intendere perché mettersi a discutere quando non le puoi controllare? Questo non è il mio lavoro, io devo occuparmi solo di dare il meglio sul parquet».

Parole cui hanno fatto eco quelle di coach Hoiberg:

«Non ho sentito nulla in proposito. Con Jimmy poi ho un ottimo rapporto umano, penso quindi che siccome comunichiamo molto insieme lo avrei saputo se ci fosse stata questa intenzione. Da quando è tornato dall’infortunio abbiamo cercato di non caricarlo troppo limitando il suo tempo. E penso sia la strada giusta. Jimmy è un elemento molto importante per la squadra».

Ma un giornalista che di indiscrezioni vive, come Chris Mannix di HoopsRumors, ha smentito tutto mettendo in discussione questa “empatia”:

«Gli interessi a cederlo ci sono eccome, così come anche gli interessati. Primi fra tutti gli Orlando Magic. Ci sarebbero problemi di chimica tra allenatore e giocatore che mal digerisce il tempo fuori dal campo. Per questo anche altre franchigie tipo i Celtics se ne stanno interessando».

Problemi di chimica nati lo scorso dicembre quando Butler si trovò a criticare molto duramente le decisioni di Hoiberg facendo sfociare probabilmente tutto in un duro confronto con strascichi ancora presenti. Sia come sia forse i problemi sono a monte e riguardano quello che è stato il suo anno nonostante gli infortuni: una buona prova cui però va controbilanciato l’assenza dai playoff dei Bulls.

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