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Espugnata anche San Antonio, Golden State pareggia i Bulls a una vittoria dal record

stephen curry spurs leonardManca solo un passo per scrivere definitivamente la storia della NBA: una vittoria in casa contro i Memphis Grizzlies mercoledì. I Golden State Warriors espugnano dopo quasi 20 anni il campo dei San Antonio Spurs, battuti per la prima volta in casa quest’anno (che quindi concludono a 48 la striscia di successi casalinghi consecutivi) e conquistano la “W” numero 72, esattamente come i Chicago Bulls 1995/96.

92 a 86 il punteggio finale e protagonista è ancora una volta Stephen Curry, autore di 37 punti. L’MVP in carica dopo la gara ammette: «Ovviamente nella nostra testa c’è la vittoria del titolo, ma siamo in una posizione per fare qualcosa che nessuna squadra ha mai fatto e vogliamo goderci questo momento».

Anche Scottie Pippen, il coprotagonista di quei Bulls accanto a Michael Jordan, si complimenta con la squadra, il coach e il suo giocatore simbolo in due tweet: “Voglio dare credito a Steve Kerr e agli Warriors per la vittoria numero 72. Se la sono meritata”; “Curry ha dimostrato perché è l’MVP, un tiratore dal sangue freddo come nessuno e un quoziente intellettivo cestistico fuori dal comune”.

Per gli Spurs il migliore è LaMarcus Aldridge con 24 punti, mentre Kawhi Lenoard ne segna 20 con 7 su 22 dal campo. Spurs che perdono 3 partite consecutive per la prima volta in stagione e che affronteranno le ultime due sfide della regular season senza nessun interesse ai fini della classifica.

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