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Butler fa autocritica: «Bulls fuori dai playoff per colpa mia»

jimmy butler chicago bullsPare uno scherzo del destino che proprio durante una delle stagioni più fiacche nella storia dei Bulls si sprechino i confronti tra la squadra di Chicago che venti anni fa fece la storia ed i Golden State di oggi che hanno l’intenzione di polverizzare questi record.

Un onore per la franchigia di allora, un’umiliazione per quella di oggi che non è nemmeno riuscita a qualificarsi ai playoff. E questo per assurdo lo sa bene anche Jimmy Butler che per descrivere il suo stato d’animo attuale non usa mezze misure o giustificazioni ma parte all’attacco di quello ritenuto come problema maggiore in assoluto: sé stesso.

Confidandosi infatti alle colonne del Chicago Tribune sostiene, in un bagno di umiltà degno della miglior considerazione, di essere

«La ragione principale per la quale non abbiamo partecipato ai playoff. Non ho problemi a riconoscerlo, anche se non sono proprio felice. L’unica cosa positiva è che mi renderà migliore e più forte l’anno prossimo».

Proseguendo riconosce «di non essere abbastanza consistente». Un’osservazione esatta per i più critici che riconoscono un tracollo nelle sue statistiche, tanto che facendo un confronto con l’anno scorso i punti sono passati da 20,9% ai 20,0% a partita, così come la percentuale di tiri (da 46,2 a 45,5) e per i tiri da tre (da 37,8% a 31,1%).

Caricarsi tutta la colpa fa onore a Butler ma, cifre impietose a parte, il problema resta più di insieme e sarebbe ingiusto imputarlo solo ad un giocatore. Perché se vogliamo lasciare sul banco degli imputati solo Butler sarebbe lecito interrogare anche Derrick Rose, con cui non c’è mai stata empatia. Forse bisognerebbe sfruttare tutta l’offseason per lavorare insieme.

Unica nota positiva il passaggio ai Timberwolves di Tom Thibodeau in veste di coach. Un allenatore conosciuto molto bene da Jimmy, lo ha scoperto e svezzato, capace di fare molto bene in una franchigia come quella:

«Sa sempre quello che fa, non lascia nulla al caso mai. È intelligente e preparato, studia sempre il gioco per non farsi trovare impreparato. E fa tutto ciò che è necessario per vincere».

Certo come in tutto la fama degli allenatori dipende dai risultati e se Thibodeau dovesse riuscire a portarne parecchi ai Timberwolves Butler è avvisato: i paragoni tra le sue prestazioni sotto Hoiberg ed il suo ex si sprecherebbero in un clima di competizione spaventosa…

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