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Le speranze di rinascita dei Bulls nel segno di McDermott

doug mcdermottUna stagione fin qui fallimentare per i Chicago Bulls, che però con una qualificazione ai playoff possono sperare di salvare il salvabile. Le attenuanti per coach Fred Hoiberg, al primo anno da capo allenatore in NBA dopo 5 anni alla Iowa St. Cyclones, sono i tanti infortuni e soprattutto quelli di Jimmy Butler e la lunga serie di quelli che hanno colpito Derrick Rose.

Non era facile prendere la squadra di coach Tom Thibodeau, uno che aveva fatto della difesa e dell’energia un vero e proprio credo. Ma a lui va imputata una mancanza di “polso”, emersa dalle numerose dichiarazioni dei giocatori, primo fra tutti Butler, seguita anche da un veterano del calibro di Pau Gasol.

La squadra è sembrata allo sbando in molte occasioni, ma come detto si può ancora salvare la stagione. Come spesso accade a trascinare la squadra fuori da una situazione tragica è uno che fino a questo momento vestiva i panni del gregario: Doug McDermott.

Alla sua seconda stagione in NBA e con 24 anni compiuti a marzo McDermott sta mostrando ora tutto il valore che gli ha permesso di guadagnare la chiamata numero 11 al Draft del 2014.

Complici le numerose assenze nei mesi di febbraio e marzo ha aumentato notevolmente la media punti (9,7 in stagione, 14,4 a febbraio e 13,4 a marzo). Nella partita contro i Brooklyn Nets ha messo a referto 25 punti, con 5 su 8 da tre, andando sopra i 20 punti per la terza partita consecutiva.

La sua miglior partita è stata contro i Toronto Raptors, con 9 su 11 dal campo e 4 su 5 da tre, ma a seguito di quella contro i Nets ha espresso tutta la sua soddisfazione: «È un ottimo momento, ma credo che il merito sia dei compagni e dell’allenatore, che credono molto di più in me».

Anche Hoiberg lo ha elogiato: «La sua fiducia è cresciuta molto, sta trovando le giuste posizioni in campo e si prende tiri in ritmo. Ci sta dando una grande mano in uscita dai blocchi, riesce a mettere anche i tiri difficili».

Se finalmente dovessero ristabilirsi gli infortunati (Gasol, Gibson, Tony Snell) i Chicago Bulls potrebbero ancora giocare il ruolo di outsider nei playoff, prima però c’è da battere nella corsa i Detroit Pistons.

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