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Le pubbliche scuse di Draymond Green, impazzito nell’intervallo contro OKC

draymondgreenChe l’incontro di domenica contro i Thunder fosse particolarmente sentito è un dato di fatto. C’era la possibilità di accedere ai playoff con ben 24 gare di anticipo e di continuare l’inseguimento del record di vittorie in stagione dei Bulls del 96. Per questo in qualche modo c’è poco da stupirsi se sia in campo che fuori ci fosse talmente tanta tensione da poterla tagliare, figurativamente parlando, col coltello.

La partita come abbiamo avuto modo di vedere non è stata facile ed anzi ha impegnato più del dovuto gli Warriors, fino a quando cioè a pochi secondi dalla fine del supplementare Curry non si è inventato un tiro dalla distanza, esattamente 9,75 metri, che ha sancito la loro vittoria.

Si capisce quindi perché il clima non fosse dei più distesi e quale ragione abbia portato un’altra colonna portante dei californiani a perdere letteralmente la testa nell’intervallo all’interno dello spogliatoio. Stiamo parlando ovviamente della sfuriata che ha avuto Draymond Green durante l’intervallo.

Certo ragionare a mente lucida, e soprattutto dopo una vittoria di tale portata, è sempre più semplice ma a vedere l’insistenza con cui Green si è scusato c’è da sospettare che l’aria lì dentro fosse veramente irrespirabile:

«Ho ammesso tutti i miei errori con i miei compagni e con tutto il coaching staff. Mi scuso con loro e con tutti i nostri ragazzi anche perché quando si è così nervosi riuscire a gestire una situazione così delicata diventa difficile. Ho sbagliato a maggior ragione perché da leader della squadra avere un atteggiamento del genere diventa ingiustificabile e crea un bruttissimo precedente. Posso solo aggiungere che i tanti retroscena a mezzo stampa sono falsi. Non potrei mai lasciare questa squadra e questi ragazzi. Questa franchigia mi ha dato tutto quello che lo ho chiesto, per questo cerco di dare il meglio. Certo in quell’occasione ero fuori di me, io non sono mai stato, non sono e non sarò mai così. Alle volte l’emozione prende il sopravvento ma è normale che sia così».

Ma cosa può aver fatto perdergli così tanto la pazienza? Secondo indiscrezioni di stampa Draymond sarebbe impazzito a fine primo tempo, i Thunder erano in vantaggio per 57 – 46, iniziando a bestemmiare e ripetendo nello spogliatoio:

«Non sono un robot, so come giocare. Basta incasinarmi se non volete che tiri non tirerò per tutto il resto della partita».

E capire il perché di tutto questo è facile visto che in tutta la sera Green ha raccolto solo due punti, ben compensati però da un’ottima partita in difensiva con 14 rimbalzi, 14 assist e 4 stoppate. Certo tutte le vittorie hanno la capacità di fungere da colpo di spugna rispetto a questioni spinose come queste, quindi già da oggi nessuna darà più peso a questo episodio. Tuttavia gli va consigliato di andarci più cauto: coi suoi 13 falli tecnici guadagnati sinora gliene basterebbero solo altri tre per ricevere una sospensione automatica.

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