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Le condizioni di Craig Sager peggiorano, lui: «Continuo a lottare»

craig sagerAlla fine è arrivata una di quelle notizie che mai nessuno avrebbe voluto sentire: la leucemia con cui Craig Sager lotta da due anni ha terminato il suo periodo di remissione, un momento di relativa tranquillità, per tornare ad essere aggressiva e richiedere quindi nuove terapie.

Una brutta storia per chi è cresciuto all’ombra della sua esuberanza e sperava che, con il suo ritorno in veste di commentatore lo scorso ottobre, si fosse definitivamente buttato alle spalle tutta questa storia. Sager ha appreso la notizia dai medici lo scorso febbraio ma anziché chiudersi in un comprensibile riserbo, vista la complessità del momento, ha preferito affrontare di petto l’intera situazione, come del resto ha sempre fatto, confidandosi in una lunga intervista, ancora inedita, alla rete televisiva statunitense HBO.

Di questa è possibile leggere alcuni estratti grazie al giornalista di Sport Illustrated Ben Golliver che ne ha riportato le parole più toccanti su Twitter:

«Quello che mi sono chiesto (una volta appresa la notizia, ndr) è quante possibilità ho (di uscirne, ndr)? Quanto vivrò a lungo? C’è una cura? I medici sono stati molto onesti: “Ogni terapia è diversa e non c’è una ricetta adatta a tutti”. Mi hanno detto “così trattiamo la leucemia”».

«Quando sono andato dai medici gli ho chiesto: “Bene quanto ho da vivere?” e loro mi hanno risposto: “Normalmente si hanno dai tre ai sei mesi di vita. Ma alcuni possono avere anche una sola settimana. Altri ancora 5 anni. Tu potresti averne proprio cinque”».

«Allora di fronte a questo mi sono detto: “Bene, qualunque cosa accada non sarò di quelli tra i 3 ed i 6 mesi. Arriverò ai 5 anni e scriverò la storia della medicina. Lotterò fino alla fine. Ho ancora troppe cose da fare”».

Come abbiamo detto non è la prima volta che la malattia torna ad attaccare, l’ultima volta nel marzo ’15, ma nonostante tutto questo Graig non ha alcuna intenzione di rinunciare a quella che è la sua vita perché per sua stessa ammissione è inutile stare a piangersi addosso: «Sto ancora qui a tirare calci e a lottare. Non ho vinto la battaglia ma non è ancora finita. Non ho ancora perso. Ci sono state alcune vittorie ed alcuni contrattempi, ma devo ancora lottare. C’è ancora tanto lavoro da fare».

Di fronte ad una determinazione del genere c’è poco da aggiungere. Noi oltre al fargli il migliore in bocca a lupo non vediamo l’ora di vederlo tornare più forte di prima con tutta la sua stravaganza.

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