Get Adobe Flash player

Il fallimento dei Pelicans è doppio per Anthony Davis

anthony davisPer capire cosa vuol dire giocarsi un’intera stagione nel giro di un fine settimana non bisogna andare troppo lontano ma basta guardare all’ottimo esempio fornito – suo malgrado – da Anthony Davis. Il lungo dei Pelicans ha chiuso qui la stagione per un infortunio e corre seriamente il rischio di non esaudire quell’opzione contrattuale che gli avrebbe garantito un bonus della bellezza di 24 milioni di dollari in più, a causa di quei problemi alla spalla ed al ginocchio che si trascina dietro oramai da tempo.

Ad aggravare la situazione lo scontro rimediato nella partita di venerdì coi Blazers contro McCollum che lo ha costretto a riposo forzato coi Clippers prima della decisione, presa nelle ultime ore di domenica, di non farlo più giocare in attesa dell’operazione chirurgica e della relativa degenza.

Insomma stagione finita, playoff come un miraggio e rischio di non partecipare nemmeno alle olimpiadi per ammissione dello stesso coach Alvin Gentry. Oltre ovviamente al discorso meno sportivo ma più economico di quel bonus, di cui sopra, che scatterebbe in virtù della Rose Rule se fosse convocato anche quest’anno in uno dei quintetti All-NBA. Condizione ora molto difficile ma non del tutto impossibile e che finirebbe quindi col fargli guadagnare nell’arco del quinquennio ben 145 milioni di dollari complessivi. Quindi peggio di così non poteva andare.

E proprio sul coach sembra soffiare una brutta aria visto che per molti il responsabile del flop di quest’anno, 43 sconfitte e 26 vittorie, sarebbe proprio lui ed in tanti iniziano a vedere questa come la sua ultima stagione a New Orleans.

Nonostante tutto bisogna riconoscere che a livello di infortuni questa non sia stata una regular proprio fortunata per i Pelicans e del resto basta vedere gli stop rimediati da Nate Robisnon e Kendrick Perkins subito dopo l’esordio in regular, un lungo elenco di stop dove si aggiungono Tyreke Evans, Eric Gordon, Quincy Pondexter ed il neo acquisto Bryce Dejan-Jones fermato quasi immediatamente da una frattura al polso.

Di fronte a tutto questo nessuno si stupisce se Gentry finisce con l’avere parole compassionevoli per chi come Davis ha tirato dritto incurante del dolore fino a quando ha potuto: «Questa stagione è stata terribile, la peggiore che abbia mai visto. Ed è frustrante per tutti: per la dirigenza, i giocatori e lo staff tecnico. Ma chi sta vivendo peggio questo momento è sicuramente Anthony».

«Lui è veramente dispiaciuto perché sentiva un grande obbligo sulle sue spalle nei confronti dei compagni e della franchigia. Non è un mistero, quest’anno voleva tornare ai playoff. Certo se sommiamo tutti gli stop di quest’anno si capisce come la situazione non sia facile. Hanno decimato il nostro roster e condizionato tutto».

Dichiarazioni che suonano come auto assolutorie e finiscono per forza di cose col cozzare con quelle di tre settimane fa, a margine della sconfitta rimediata dai Rockets il 2 marzo, in cui ammetteva melanconicamente di «non essere assolutamente una squadra da playoff».

A tre settimane dalla fine della stagione servirebbe giusto un miracolo per salvare la situazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Trovaci su facebook!

Seguici su Twitter!

Rubriche