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Thunder ridimensionati dagli Warriors, Spurs ancora perfetti in casa, Cavs bene senza Love

curry barnes green warriorsGli Oklahoma City Thunder volevano mandare un messaggio alla NBA, come per dire che per l’anello ci sono anche loro, il messaggio però (e sempre lo stesso) lo hanno mandato i campioni in carica. Golden State conquista la vittoria numero 46 in stagione, la 41esima consecutiva in casa e pareggia il miglior score della storia in 50 partite: 46-4.

«Sembrava una partita di playoff, per l’atmosfera, l’intensità e il clima nell’arena», ha detto Stephen Curry, autore di 26 punti e dei punti che hanno chiuso la gara nel finale, «per noi era importante vincere perché nella postseason le partite saranno tutte come questa».

Harrison Barnes segna 19 punti e Klay Thompson ne aggiunge 18 per Golden State, mentre il migliore dei Thunder è Kevin Durant, con 40 punti e 14 rimbalzi; Russell Westbrook chiude con 27 punti e 12 assist, ma come spesso accade OKC non ha un contributo significativo dal resto del roster.

Continuano la cavalcata casalinga anche i San Antonio Spurs, che superano con qualche inaspettata difficoltà i Los Angeles Lakers 106 a 102. Era l’ultima di Kobe Bryant all’AT&T Center e la squadra di casa lo ha omaggiato con un video prima della partita.

Proprio Bryant è decisivo segnando 16 dei suoi 25 punti nel terzo quarto, mentre per gli Spurs il leader è ancora Kawhi Leonard, che chiude con 20 punti e 13 rimbalzi.

Dovevano risollevarsi i Cleveland Cavaliers, dopo la sconfitta subita sulla sirena contro i Celtics. Riescono nell’intento battendo i New Orleans Pelicans col punteggio di 99 a 84. 17 punti in 2 per Kyrie Irving e LeBron James nell’ultimo quarto, chiamati a fare i “doppi turni” vista l’assenza di Kevin Love, out per problemi alla coscia sinistra.

Norris Cole senga il suo record in carriera con 26 punti, mentre Anthony Davis segna 24 punti con 11 rimbalzi per New Orleans, che sono alla quarta sconfitta in fila e si avviano verso la conclusione di una stagione partita male e terminata già prima della pausa per l’All-Star Game.

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