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Rajon Rondo ha ancora il cuore “verde”: «Tifo per i Celtics, li voglio primi ad Est»

rondo celticsQuando si passano 8 anni in una franchigia è normale esserci affezionato. Così non stupisce nessuno se dopo la sconfitta di domenica contro i Celtics, 119 – 128, Rajon Rondo sia andato ad abbracciare senza pensarci troppo l’ex compagno di squadra, negli insoliti panni di avversario, Avery Bradley e quindi tutto il resto della panchina.

Del resto tra vecchi amici si usa così e se poi calcoliamo che, dal suo trasferimento del 2014 dai Mavs ai Kings, ha avuto solo un’altra occasione di salutare i suoi ex colleghi non se ne stupisce proprio nessuno.

Una storia quella del suo addio ai Celts che, analizzando la situazione attuale dei californiani, dovrebbe essere quasi come di ispirazione: un rinnovamento del roster iniziato con l’addio dei Big Three e proseguito con la cessione dello stesso Rondo a Dallas. Certo la prima stagione di questa rivoluzione (‘13/’14), nonché l’ultima di Rajon funestata anche dal suo infortunio, fu disastrosa con 59 sconfitte e 23 vittorie ma ora sembra finalmente di respirare un’aria nuova ed una buona ventata di ottimismo.

Ed il primo ad accorgersene ed a volersi complimentare per i progressi fatti è stato proprio Rondo domenica. Guardando i risultati dai primi di gennaio dopo una serie di 4 sconfitte consecutive, contro Pistons Bulls Grizzlies e Knicks, hanno inanellato un crescendo di risulti positivi, tre cinque e per ora 4 vittorie di fila intervallate solo da altre tre débâcle sparse.

«Giocano benissimo – ha detto con una certa soddisfazione – sembrano avere energie infinite ed ogni sera quando guardi il tabellone c’è sempre qualcuno di diverso a guidarlo. Brad Stevens ha adottato un ottimo sistema di rotazione credendoci e riuscendo ad impostare uno stile di gioco dove non c’è spazio per l’egoismo. Ho mandato ad Avery un messaggio il giorno dopo il colpo grosso di Cleveland (la vittoria sui Cavs dello scorso 5 febbraio per 104 – 103, ndr) per complimentarmi. Se penso poi che molti di questi ragazzi li ho visti crescere, come Holynyk e Sullinger che sono come se fossero i miei rookie. È bello vederli giocare bene, gli auguro tutto il meglio possibile e se riescono di conquistare la vetta a Est».

Un augurio che mostra tutto l’affetto per nulla scalfito dopo tutto questo tempo e reciprocamente dimostrato anche dai tifosi di Boston pronti ad aspettarlo e a scortarlo fino al pullman dopo l’incontro. Chissà se poi questo pronostico verrà centrato o se a parlare sia stato il suo coinvolgimento emotivo.

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