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L’Hack-a-Shaq rovina il gioco, la NBA pensa a modificare il regolamento, ma non tutti sono d’accordo

deandre jordan tiri liberiLa posizione del Commissioner Adam Silver è quantomeno scomoda ed è lui stesso ad ammetterlo: «Mi capita spesso di assistere a partite “spezzettate” a causa della tattica Hack-a-Shaq e molti si rivolgono a me chiedendo di fare qualcosa per evitare di vedere fasi di gioco non giocate, qualcosa va fatta, ma non sarà facile capire cosa».

Di sicuro la strategia di mandare in lunetta un avversario scarso ai liberi, fin dai primi quarti, non fa bene allo spettacolo, ma guardando i numeri c’è un’impennata netta in questa stagione rispetto alle scorse. A dicembre DeAndre Jordan ha pareggiato il record NBA di 22 liberi sbagliati in una sola gara, superato poi un mese dopo da Andre Drummond, che ne ha falliti 23.

Anche nella sfida tra Clippers e Heat i due allenatori hanno messo in pratica l’Hack-a-Shaq, con lo stesso Jordan e con Hassan Whiteside, col risultato di distruggere quel minimo di ritmo che le due squadre faticavano a trovare.

Gli allenatori NBA sono a un livello altissimo di analisi dei numeri e stanno trovando “lacune” nel regolamento per mettere in pratica questa strategia ogni volta che possono.

Molte volte gli addetti ai lavori si sono espressi criticando questo atteggiamento. Gregg Popovich ha più volte dichiarato: «Mi fa schifo, non è basket, ma se è un’arma che possiamo usare per vincere siamo costretti a farlo».

LeBron James ha detto di essere contrario a un’eventuale modifica del regolamento: «È un modo per sfruttare una debolezza dell’avversario. Togliere questo sarebbe come permettere a chi non è capace di palleggiare di non farlo».

Negli ultimi giorni era girata la voce che sarebbe stata fatta qualcosa almeno per quanto riguarda i falli a rimbalzo in attacco, quando un lungo si vede un avversario salirgli sulla schiena. Si dice infatti che c’è una probabilità di vedere questi falli trasformati in flagrant 1, cioè liberi per il lungo ma anche possesso per la sua squadra. Al momento però la NBA ha smentito una modifica imminente.

Doc Rivers, l’allenatore più tormentato dall’Hack-a-Shaq avendo in rosa DeAndre, ha dichiarato: «Impedire a un giocatore di salire sulla schiena dell’altro non mi pare una modifica rivoluzionaria».

Rimane la riflessione di chi osserva le partite: il gioco e lo spettacolo vengono uccisi dall’Hack-a-Shaq, ma possibile che professionisti pluripagati non sappiano allenarsi su un fondamentale per tenere delle medie quantomeno decenti?

3 risposte a L’Hack-a-Shaq rovina il gioco, la NBA pensa a modificare il regolamento, ma non tutti sono d’accordo

  • Mautrok scrive:

    Amen fratelli, cioè giocano in nba devono avere almeno una percentuale decente ai tiri liberi, la metà mi sembra pure poco. Inoltre come si fa a riconoscere a 50 cm di distanza dal canestro quando è un fallo per mandare in lunetta un pessimo tiratore o lo si fa per non permettere un canestro facile? è impossibile, è follia tipica di alcuni allenatori che non sono realmente in grado di inculcare nei loro giocatori quanto siano importanti i liberi. In una partita da 110/120 punti sono circa un terzo dei punti di una squadra.

  • Anonimo scrive:

    a me non dispiace vedere in lunetta i vari jordan, howard, capela, drummond, asik, dorsey ect. due risate possono solo far bene. seriamente invece ha ragione lebron: una debolezza non può essere tutelata. altrimenti deandre contro duncan (40 anni, una sola gamba funzionante e zero atletismo) deve essere quantomeno zavorrato!

  • Andre87 scrive:

    imparassero a segnarne almeno la metà!

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