Get Adobe Flash player

Gasol sulla crisi dei Bulls: «Siamo indisciplinati»

rosebutlergasolA cavallo di capodanno, quindi esattamente un mese fa, i Bulls mettevano insieme una striscia di 6 vittorie consecutive illudendo tifosi ed osservatori che qualcosa si fosse smosso e che potesse essere l’inizio della svolta per questa stagione. Peccato che non fosse così: solo 4 vittorie nelle ultime dodici partite impongono a tutti un esame di coscienza per capire quale sia la differenza tra quella franchigia così vincente e questa così opaca.

Ad aprire una breccia in questo senso è stato Pau Gasol che, di fronte all’ennesima delusione come la sconfitta coi Clippers, si è lasciato andare ad un duro sfogo di fronte ai cronisti:

«La verità è che non siamo disciplinati. Non lo siamo ed è inutile girarci intorno, è così e basta».

Insomma, un problema di mancanza di continuità nel vero senso della parola notato anche da altri due protagonisti lì a Chicago come Derrick Rose, secondo il quale «questo è il problema principale di questa stagione ci metto la mano sul fuoco. Ci ho riflettuto tanto, forse dovremo cambiare il nostro piano di gioco», ed un Jimmy Butler decisamente più severo:

«Stiamo lasciando fare ai nostri ragazzi esattamente ciò che vogliono ma in modo sbagliato. Non c’è voglia di mettersi in mezzo, i rimbalzi sono pochi e gestiti male e non si cerca di capire quali sono i punti di forza dei ragazzi… in difesa poi è tutto un discorso di concentrazione e noi quando non marchiamo nessuno siamo deconcentrati».

A ricomporre tutto coach Hoiberg che ha riconosciuto sì «alcuni problemi da risolvere come il bisogno di essere più concentrati e di avere una resistenza mentale prima che fisica» per puntualizzare però «quando vinciamo siamo una buona squadra e va tutto bene, quando perdiamo no. Capisco questo genere di polemiche, ma prendendo l’ultima sconfitta a LA quando subisci 69 punti negli ultimi due quarti c’è poco da sindacare».

Ora per assurdo entrambi i punti di vista sono validi, ma forse proprio Hoiberg dovrebbe fare un esame di coscienza e capire che così i Bulls non arriveranno mai da nessuna parte. Certo è facile fare discorsi di questo genere da osservatori ma un allenatore al suo primo anno ha tante cose da fare per imprimere l’ambiente dove, tenendo conto però delle richieste dello spogliatoio per evitare strappi inutili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Trovaci su facebook!

Seguici su Twitter!

Rubriche