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Shaq a 360 gradi: tutto su Kobe, Barkley, il suo futuro e quello di suo figlio

shaq shaquille o'nealÈ uno Shaq di altri tempi quello che lunedì allo Stapless Center, durante l’evento annuale “All Access”, ha dato vita ad uno show condito di tanti botta e risposta col pubblico. Molti gli argomenti toccati a partire dalla strana abitudine del basket collegiale di non pagare quanto si deve gli atleti, «pagano tanto e pure subito, fidatevi. Ma del resto i panni sporchi si lavano in casa», con un chiaro riferimento al suo passato coi LSU Tigers che lo ha costretto a scuse ufficiali per evitare querele.

Con una carriera come la sua non potevano mancare domande sul suo incontro migliore, indicato nel famoso “birthday game” del 6/3/2000 contro i Clippers:

«Una partita finita con la nostra vittoria per 123 – 101. Una delle giornate più speciali di sempre, soprattutto perché in molti ignorano che Karem Abdul Jabbar era in panchina e non mi avrebbe degnato nemmeno di uno sguardo. Per questo ho pensato “Ok, è il mio momento, devo sfruttare quest’occasione a mio favore”».

E vedendo il suo career high di 61 punti, non gli si può dare torto.

Non sono mancati pensieri rivolti a due vecchie conoscenze come Charles Barkely e Kobe.

Del primo: «Ricordo quanto era sovrappeso! Una volta lo vidi senza maglietta e dissi “amico guarda che ti stanno venendo proprio delle belle tette!” ma a parte gli scherzi gli voglio molto bene ed è stato un grande, in pochi sanno che le nostre madri erano legatissime. So che recentemente ha perso la sua, per questo gli voglio mandare un grande abbraccio».

Mentre sull’addio sempre più vicino del suo “miglior nemico” che, purtroppo, coincide con una delle stagioni più brutte dei Lakers: «Nonostante tutto questo è e resta un anno speciale. Nessuno, me compreso, avrebbe mai pensato di assistere all’ultimo anno di Bryant… ed invece eccoci qui, partita dopo partita, minuto dopo minuto. Quando ha annunciato ufficialmente il suo ritiro sono rimasto sotto shock. Quest’anno è andata così ed è giusto dopo tanti anni e tanti sacrifici dedicarglielo. Sulla squadra c’è poco da dire: è una franchigia giovane ma è Los Angeles ad essere troppo esigente e a non voler capire assieme a tutti i nostri fan. Quando sei abituato a veder giocare gente come Magic Jhonson, poi me e Kobe ed infine solo lui sei abituato al meglio. Vinci così spesso che quando perdi impazzisci. Do un consiglio a tutti: questo è il suo ultimo anno, godetevelo. L’anno prossimo penseremo a tutto il resto».

E parlando di pensionamenti non manca un consiglio indiretto a Black Mamba: «Quando mi ritirai mi sentii molto giù. Non dico depresso, ma passare dall’avere tutto il tempo pieno a fare la spesa o comprare il pane mi demoralizzò molto. Quando per 20 anni hai la tuo routine perderla è bruttissimo. Per questo quando TNT mi chiamò rimasi sorpreso sì, ma comunque stimolato».

Tanti i progetti futuri per sé «voglio laurearmi in legge e mettere insieme un pool di avvocati, ma senza diventare avvocato» e per suo figlio Shareef che pare voler seguire le sue orme «non so se vorrà raccogliere la mia eredità o meno. Per ora pare si stia dando da fare nonostante i suoi 16 anni. Diciamo che io ve lo preparo e voi scegliete cosa farne».

Giocatore, compagno di squadra, commentatore, rapper, attore, padre, intrattenitore ed a quanto pare anche futuro giurista. Shaq non si smentisce mai e chissà cosa il futuro avrà in serbo per lui.

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