Get Adobe Flash player

Mavs: serve crescere subito se si vuole arrivare lontano

chandler parsonsQuando in una settimana si incontrano Cavs, Oklahoma City Thunder, Bulls e Spurs partire col piede giusto è imperativo ed i Dallas Mavericks sembrano saperlo molto bene. Nonostante il risultato finale, 110 – 107 per LeBron e compagni, i texani sono riusciti a tenere botta con una squadra di prim’ordine rischiando addirittura di regalare ai propri tifosi una vittoria inaspettata nell’ultimo quarto.

«Una brutta sensazione perdere così – ha detto Chandler Parsons – perché ci siamo messi nella condizione di vincere e chiudere la partita. Ma purtroppo non abbiamo neanche il tempo di pensarci troppo perché domani (oggi, ndr) abbiamo un altro mostro come gli OKC da affrontare. Non è facile fare punti in questo momento, quindi dobbiamo cercare di contenerli il più possibile».

Ergo quando il calendario non è dalla tua bisogna fare di necessità virtù e, prendendo in prestito la definizione di Dirk Nowitzki, riuscire a vedere il tutto «come una di quelle opportunità in grado di metterti alla prova per dimostrare il tuo valore».

Una filosofia condivisa dal resto della franchigia stando alle parole di Wesley Matthews:

«Per dimostrare di essere i migliori bisogna battere i migliori con costanza. Vincere contro i Cavs sarebbe stato bello ma non è andata così. Non cerchiamo una tregua ora dobbiamo spingere continuare a combattere e vincere perché la mentalità è uno dei segreti quando sei in campo: se non scendi con l’intento di vincere ma pensando “o diamine ce l’avevamo quasi fatta” sbagli. Noi siamo una buona squadra e dobbiamo esserlo in ogni momento. Perdere partite con avversari di questo valore è un peccato quando puoi giocare al loro livello. Sono bravissimi e non è un caso se sono arrivati fino alle finals, ma noi avremo potuto batterli».

Cui hanno fatto eco quelle di Zaza Pachulia:«Alla fine va bene, ma bisogna sempre ricordarsi quando si gioca con le franchigie più forti che è sbagliato dire “non abbiamo possibilità” perché non è vero le abbiamo eccome. Quando giochiamo nel modo giusto ed alla nostra maniera possiamo battere tutti».

Tirando le somme, dopo tutte quelle note di colore dell’esuberante Cuban, non si può non riconoscere come quest’anno a Dallas si respiri un’aria diversa, quasi di playoff, ma per parlare è ancora troppo presto e stasera c’è un appuntamento con Westbrook e Durant.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Trovaci su facebook!

Seguici su Twitter!

Rubriche