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Steve Kerr parla della stagione di Golden State e del suo ritorno

kerr warriorsNon c’è alcun dubbio che dietro ai risultati spaventosi degli Warriors ci sia soprattutto lo zampino del grande assente Steve Kerr, fuori per una serie di problemi alla schiena.

Ancora non si sa quando potrà tornare ufficialmente in campo ma in una lunga intervista a Tim Kawakami, nella quale si è parlato di un po’ di tutto, lo stesso Kerr ha smentito l’ipotesi che possa saltare l’intero campionato e di essere sicuro di tornare col prossimo anno

«Non c’è ancora alcuna data, ma sicuramente ci vorrà ancora un po’ di tempo. Non ho pensato a cosa dovesse succedere se fra qualche mese ancora non sia rientrato ma so di avere l’appoggio di tutto lo staff e questo mi basta. Purtroppo è normale, la gente si ammala o si fa male ed è costretta a rivedere le sue priorità, fa parte della vita. Ma sono fiducioso e mi conosco molto bene, quindi passare queste due settimane a casa mi sarà d’aiuto».

Ha poi salutato positivamente questo lungo tratto di partite da disputare all’Oracle Arena in modo da poter vedere lo stato della squadra e le sue reazioni fisiche dato che sarà presente sia agli allenamenti che agli incontri.

Nelle sue parole c’è «tantissima nostalgia per la routine di tutti i giorni, tanto da rendere bella la sola idea di poter avere la squadra vicino. Certo sono in contatto con loro tutti i giorni ma non è la stessa cosa», ma anche tantissimo orgoglio: «Per questo risultato (24 partite ed una sconfitta ndr) che mi fa sentire emozioni contrastanti. Sono soddisfattissimo per la nostra crescita e contento perché l’anno scorso dissi guardando i miei colleghi “attenti che nel 2015 faremo ancora meglio” ed eccoci qui».

Grandissima la fiducia nei confronti di Walton «che sarebbe potuto benissimo arrivare a 25 vittorie di fila. Sapevo da subito che era la persona giusta in termini di temperamento e di rapporto coi ragazzi. Sapevo che la prima della stagione era molto dura ed ho pensato solo al fatto che dovessimo cercare di vincere quanti più incontri di fila per non avere troppe preoccupazioni. Beh non si può dire non sia andata bene! È fantastico ed ha fatto un ottimo lavoro».

Infine dopo un’analisi sulla loro prima sconfitta: «Abbiamo perso perché i ragazzi avevano bisogno di riposo dopo aver tenuto ritmi altissimi, è un errore nel quale cercheremo di non ricadere in futuro», sono arrivate parole di stima e fiducia per Stephen Curry, il simbolo di questa franchigia «che ha fatto cose mai riuscite a nessuno prima d’ora. Giusto poche settimane fa ho detto a Steve Nash che mi ricorda lui ma con gli steroidi! Con Steph c’è un’energia che mancava fino a due anni fa. C’è un’altra aria in tutto lo spogliatoio».

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