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Rondo chiede scusa all’arbitro Kennedy: «Ero frustrato… non volevo offendere»

rajon rondo kingsRicorderete quando lo scorso 3 dicembre durante l’incontro a Città del Messico tra Kings e Celtics Rajon Rondo aveva pesantemente insultato l’arbitro Bill Kennedy dandogli in modo molto colorito dell’omosessuale. Una leggerezza che gli è costata la sospensione senza paga per una giornata come stabilito dall’NBA e che continua, nonostante siano passate quasi due settimane, a creare ancora polemiche tra le parti in causa.

Forse perché stufo di una latente omofobia nel mondo sportivo o per altre ragioni l’arbitro Kennedy ha deciso solo domenica di effettuare il suo coming out, dichiarandosi apertamente omosessuale e dando in qualche modo ragione a Rondo.

A questo punto il Kings sentendosi chiamato in causa ha cercato di mettere fine all’intera vicenda scusandosi su Twitter ma finendo col far arrabbiare ancora di più la comunità LGBT per delle scuse che sembrano più una giustificazione che un vero e proprio atto di mea culpa: “Le mie reazioni durante la partita è frutto di un periodo difficile e pieno di frustrazioni!”

“(Le mie reazioni) non riflettono assolutamente i miei sentimenti nei confronti della comunità LGBT. Non volevo offendere o mancare di rispetto a nessuno!”

A questo punto è stato costretto a diramare un ulteriore comunicato nel quale, senza lesinare le parole, ha dovuto specificare: «Voglio essere chiaro dal profondo del mio cuore e dire che mi dispiace tantissimo per quello che ho detto a Bill. Dentro o fuori dal campo non c’è mai posto per chi non rispetta l’orientamento sessuale di qualcuno. Mi scuso per l’insulto, quello non sono io o chi credo di essere, e mi sforzerò ogni giorno per cercare di dimostrare di essere una persona migliore».

Non è la prima volta che un professionista rivolga insulti di così basso livello, ad esempio Kobe nel 2011 fu multato di ben 100 mila dollari per un episodio abbastanza simile.

Per questo bisogna leggere positivamente le parole del commisioner Adam Silver che ha apertamente lodato il coraggio di Kennedy di uscire allo scoperto e non vergognarsi di nulla: «Sono orgoglioso della sua scelta. Non c’è nulla di cui vergognarsi o da cui nascondersi. È un veterano nel suo mestiere con 18 anni di esperienza alle spalle e si è sempre distinto per passione, coraggio e dedizione. Queste qualità lo hanno reso un grande. Quanto a noi abbiamo fatto molti progressi ma il nostro lavoro per non discriminare nessuno e trattare tutti con rispetto e dignità non è ancora finito».

Perché esperienza e competenza travalicano tutto il resto.

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