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LeBron sul suo suo erede Ben Simmons: «Non mi piacciono i paragoni, ma lui è davvero bravo»

Ben SimmonsCon la stagione del basket collegiale in pieno svolgimento c’è già chi è convinto di aver trovato la prima stella assoluta del prossimo draft. Stiamo parlando di Ben Simmons, figlio d’arte di Dave ex cestista di successo in Australia, 19venne in forza ai Tiger LSU. Il colpo di fulmine col grande pubblico sarebbe scoccato nella partita contro i North Florida nella quale ha portato i suoi alla vittoria con la bellezza di 43 punti per il finale di 119 – 108.

Un tabellino incredibile se si aggiungono 14 rimbalzi, 7 assist, 5 palle rubate e 3 stoppate e solo 7 partite giocate finora. Il suo allenatore Johnny Jones conosce benissimo qual è il suo valore, così come sa benissimo che un talento del genere è destinato prima o poi a spiccare il volo:

«Sfrutteremo al massimo il periodo in cui rimarrà con noi. Per me è all’altezza di Shaq, ragazzi come questi non se ne vedono spesso in giro. Non gioca per sé stesso ma per la squadra perché il suo obiettivo è vincere a prescindere che a segnare sia lui o un suo compagno».

Ad influenzare il suo stile di gioco ed il suo altruismo sarebbero Dave «ed ovviamente l’Australia. Mio padre mi ha insegnato soprattutto che siamo in cinque a giocare, ed è facile che tutti i ragazzi in campo ti difendano così come è difficile che uno solo pensi ad aiutare gli altri».

Un futuro radioso quindi, di cui però ha già avuto un assaggio quest’estate alla Nike Basketball Academy di Santa Monica dove ha avuto la possibilità di conoscere e confrontarsi con campioni del calibro di Kobe Bryant, James Harden ed Anthony Davis riuscendo a ricevere anche complimenti.

Presente alla partita tra Cavaliers e Pelicans ha potuto ammirare da vicino LeBron James, che però non sembra troppo contento del paragone tra lui e il giovane emergente: «A tutti piace paragonare giocatori con altri, ma a me non è mai piaciuto. Lui però è un grande talento e ha intorno il supporto giusto, concentriamoci su quello che fa e che farà in campo».

Solo di fronte al suo mito LeBron James si sarebbe fatto prendere dall’emozione, per poi però legarci e finire col farsi dare continui consigli per telefono. Chissà forse l’anno prossimo i consigli King James glieli potrebbe dare direttamente sul campo, nel frattempo godiamoci il suo talento.

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