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La Viola Reggio Calabria chiama il suo “piccolo figlio” Kobe Bryant

bryant in calabriaSono passati solo dieci giorni dall’annuncio di Bryant, questa sarà la sua ultima stagione, ma c’è già chi cerca di fargli cambiare idea e non stiamo parlando dei suoi Lakers o di un’altra franchigia dell’NBA ma di roba di casa nostra.

La Viola di Reggio Calabria ha infatti tentato il tutto per tutto con una lettera aperta al campione in cui chiede al «piccolo figlio di Reggio» di tornare a casa e finire lì la sua carriera. Una storia iniziata tanto tempo fa proprio nella città dei bronzi nel 1986, dove un piccolo Black Mamba ha mosso i primi passi sul parquet al seguito del padre e sotto gli occhi di tanti reggini che hanno continuato a seguirlo e ad emozionarsi nel corso degli anni.

Sarebbe bello rivedere Bryant tornare in Italia dopo tanto tempo e chissà che non finisca proprio così. Nel frattempo ecco il testo completo:

Ciao Kobe,

la foto allegata è del 1986. Non c’è scritta alcuna didascalia ma se ce ne fosse una perfetta per quella foto reciterebbe “l’incredibile non è realizzare un sogno ma guardare la strada che ha dovuto fare quel sogno per diventare realtà“.
C’è un predestinato inconsapevole che in quel momento è solo un bimbo di otto anni, orgoglioso della sua divisa marchiata Viola Reggio Calabria.
Dietro di lui ci sono i due “bronzi di Riace” della città: Kim Hughes e Joe Bryant.
Jellybean Bryant è una delle leggende che hanno fatto la Storia, il mito della Viola; è il giocatore che ha realizzato il record ancora imbattuto di punti in una sola gara: 69.
Dopo di loro, quei bronzi che hanno segnato un solco impensabile per una piccola realtà del profondo sud affacciata sul mare, sono passati grandi Campioni come Volkov, Garrett, Sconochini, Ginobili, Delfino e molti altri.
Ma la bellezza di quella Magia chiamata Famiglia Viola è in quel bambino con l’argento vivo addosso che dopo le gare nel piccolo Palasport Botteghelle già catturava l’ammirazione e la simpatia di tutto il popolo Viola.
E mentre stupivi il mondo, Kobe, diventando Black Mamba, “the Basketball”, per noi sei rimasto quel bambino: il figlio di Reggio Calabria.
Per tutta la sua storia lunga 49 anni, per ciò che hanno rappresentato i suoi simboli, i suoi campioni, i suoi figli, oggi la Viola continua a rappresentare l’orgoglio di tutta una regione, il riscatto sociale, l’espressione di ciò che di meglio sa produrre il suo popolo.
L’incredibile grandezza di ciò che tuo padre ha contribuito a creare e dentro cui sei cresciuto per qualche anno, non è solo una bella storia di amarcord ma è il presente concreto dei figli di quelle sue icone, che generazione dopo generazione stanno mettendo a disposizione della Viola quel DNA unico per continuare quella Storia magica.
Non c’è angolo della tua città Kobe, dalla sabbia del lungomare di Gallico fino alle distese joniche, che non abbia respirato con il cuore pieno di orgoglio e la canottiera oro viola numero 24 la NBA, dal Draft del 1996 e fino all’ultimo secondo sul parquet del 2016 in cui non tratterremo le lacrime più dolci e amare che non sapevamo di avere.
Ci hai dato per venti immensi anni la misura di cosa può arrivare a fare il Basket, dalla riva di una spiaggia e fino a un deserto arido.
Piccolo figlio di Reggio, immenso Kobe, sognare ad occhi chiusi tutto il chilometro più bello d’Italia che trabocca d’amore per te non costa nulla e non importa se rimarrà per sempre un sogno irrealizzabile, ci sono pochi che possono permetterselo.

Questa immensa casa sul mare dello Stretto sarà sempre tua…
Abbiamo un sogno troppo grande per essere vero… forse lo stesso che non sapevi di avere in quella foto a otto anni….

Ti vorremmo di nuovo a casa, a indossare i nostri colori, a rappresentare la nostra gente come ha fatto tuo padre prima di te. C’è una maglia Nero Arancio che ti aspetta con IL TUO nome sulle spalle “Bryant”.

Un abbraccio piccolo Kobe, grande, infinito Artista del Basket.

La Viola Reggio Calabria.

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