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Rockets in caduta libera, Chalmers conquista Memphis, Rose preoccupa i Bulls

kevin-mchale-nba-brooklyn-nets-houston-rockets-850x560Quella rimediata contro i Celtcs è la settima sconfitta stagionale in 11 partite, la quarta consecutiva (non accadeva dal 2013) e ora coach McHale è in discussione. Gli Houston Rockets non riescono a trovare un modo per uscire dal pessimo inizio di stagione e sicuramente il primo indiziato ad aumentare i minuti in panchina è il nuovo play Ty Lawson.

Marcus Thornton ha dimostrato, nonostante i soli 12 minuti in campo, di saper fare meglio di Lawson, che però non può essere l’unico sul banco degli imputati. La difesa di Houston non è mai praticamente scesa in campo quest’anno e contro i Celtics è sembrato fin troppo evidente.

«Questa sera non riuscivamo a difendere contro nessuno», ha detto Kevin McHale, «quando giochiamo in questo modo non abbiamo scuse».

Anche James Harden analizza il momento complicato: «In un momento come questo tutto sembra più difficile. Stiamo provando a giocare, ma non entrano i tiri, mentre gli avversari realizzano anche quelli più complicato. Non abbiamo alternative se non lavorare a testa bassa».

Di sicuro qualcosa di drastico nelle rotazioni va fatto, anche perché mancare una qualificazione ai playoff sarebbe una vera e propria tragedia.

Al contrario i Grizzlies si riprendono da un momento di flessione (4 sconfitte in fila) con una striscia di 3 vittorie e affronteranno i Rockets per provare a continuare la risalita. Tutto parte dall’arrivo di Mario Chalmers, che evidentemente ha saputo rinvigorire i suoi nuovi compagni.

Contro i Thunder realizza 16 dei suoi 29 punti nel primo quarto e a fine gara il pubblico è tutto dalla sua parte. Non una cosa scontata visto che a Memphis Chalmers era ricordato come uno dei principali nemici sportivi: nel 2008 una sua tripla aveva permesso ai Kansas Jayhawks di battere i Memphis Tigers al supplementare nella finale del campionato nazionale universitario.

Per Oklahoma City la solita prestazione mostruosa di Westbrook non basta: 40 punti di cui 12 nel quarto quarto, con 14 assist, ma 8 palle perse.

Preoccupazione a Chicago per Derrick Rose, costretto a lasciare il campo dopo un contatto con Monta Ellis nel quarto quarto. «La classica storta alla caviglia», ha commentato Rose, che non è più rientrato in campo, ma ha tranquillizzato tutti dopo la partita.

Senza Rose i riflettori sono puntati su Butler, che chiude la gara con 17 punti, ma ha il merito di difendere ottimamente su Paul George (trascinatore dei Pacers con 26 punti, 7 rimbalzi e 5 assist) sull’ultima conclusione, stoppando il tiro dalla media distanza, permettendo ai Bulls di portare a casa la partita per 96 a 95.

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