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Migliore partenza di sempre per gli Warriors, quali le differenze con i Bulls del 96/97?

thompson warriorsGolden State eguaglia la migliore partenza di sempre in una stagione NBA battendo anche i Denver Nuggets per 118 a 105, arrivando quindi a 15 vittorie di fila come i Rockets del 1993/94 e gli Washington Capitols del 1948/49, ma entrambe queste squadre non erano campioni NBA in carica. Martedì contro gli “sgangherati” Lakers hanno la possibilità di stabilire il record assoluto.

«Giochiamo in completa fiducia», ha detto Stephen Curry stranamente sotto i 20 punti visto che viaggia a una media superiore ai 30 a partita, «non credo che potremmo perdere tanto presto, visto come stiamo giocando». In effetti nonostante il vantaggio dei Nuggets alla fine del secondo quarto è bastato un parziale del quintetto “piccolo” per mettere la partita al sicuro.

Sei giocatori in doppia cifra per i Nuggets, ai quali non bastano i 19 punti di Danilo Gallinari e l’ennesima bella prestazione del rookie Emmanuel Mudiay, che realizza 17 punti con 8 assist, mentre il top scorer degli Warriors è Klay Thompson con 21 punti.

Calcolando anche gli altri sport a stelle e strisce, solo i New England Patriots del 2007 hanno fatto meglio, iniziando la stagione con 16 vittorie consecutive e il paragone quindi (tornando al basket) va per forza verso i Chicago Bulls di un certo Michael Jordan del 1996/97, quelli delle 72 vittorie in stagione regolare.

L’inizio stagione era sicuramente meno lanciato (13 vittorie e 2 sconfitte), ma molto più impressionante era lo score dopo 40 partite: 38 vinte e sole 2 perse. In più la differenza punti collezionato da Golden State è +216, che però comparato alla migliore striscia di 15 vittorie dei Bulls di +263 fa effetto, calcolando che non avevano la frequenza di triple della NBA di oggi.

Calcolando anche la post season i Bulls hanno registrato un record di 87 vittorie su 100 partite, battendo in finale i SuperSonics. Insomma gli Warriors sembrano imbattibili e sono sulla buona strada per scrivere una pagina indelebile di storia NBA, ma di strada ne devono fare ancora.

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