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Le maniche lunghe e i leggings nel basket, perché questa moda inutile?

maniche iversonAllen Inverson prima di finire al Besiktas non ha lasciato solo un grande ricordo per il suo gioco, ma anche un vero e proprio fenomeno di costume che sembra essersi esteso a macchia d’olio in tutta l’NBA. Stiamo parlando dell’abitudine di indossare leggings e maniche.

Giusto per dare qualche dato, in una fotografia scattata dal Wall Street Journal più del 65% dei 424 giocatori presenti nella lega ha iniziato ad indossare almeno uno di questi ed il fenomeno sembra in costante aumento. Tra le franchigie più modaiole ci sarebbero gli Heat ed i Raptors che hanno la bellezza di 28 giocatori “ammanicati” nei propri roster: tra i Miami sono solo due le pecore nere Udonis Haslem e Chris Andersen che però esibisce braccia ricoperte di tatuaggi. Mentre sono i Clippers a distinguersi da tutti con solo 4 giocatori su 14 ad indossarli.

Numeri alla mano a vincere la sfida tra maniche e leggings sono i secondi a vincere con 58% delle preferenze.

Ma da dove nasce questa mania? Dai lontani anni 2000 quando proprio Inverson, per riprendersi da dolori muscolari al bicipite ed al polso si lasciò convincere dal suo allenatore Currier a farsi fasciare. Da lì in poi il delirio con sempre più ragione estetiche che mediche. E a confermarlo sarebbe proprio uno che se ne intende come Bargnani, al momento indossa due leggings ed una manica, che ha riconosciuto: «La verità come al solito sarà nel mezzo. Io ovviamente anche avendole non ne ho bisogno!».

Chissà se riferito al suo essere già “fico” di suo o alla sua sopportazione del dolore…

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