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Jason Kidd perde la testa e viene espulso, OKC e Spurs lanciati

jason kidd coachEvidentemente la polemica conseguente all’espulsione di Mike Budenholzer, head coach degli Hawks, non ha contribuito a distendere gli animi tra arbitri e allenatori e nella notte anche Jason Kidd si è visto cacciare dal campo dopo un acceso diverbio con l’arbitro Zach Zarba, nella sconfitta dei suoi Bucks contro i Kings.

L’episodio è avvenuto al termine del quarto quarto, dopo un mancato fischio per un presunto fallo ai danni di Giannis Antetokounmpo. «Sono entrato in campo e ho provato a chiedere un timeout, poi sono stato espulso», queste le parole di Kidd, ma le immagini mostrano uno suo schiaffo ai danni dell’arbitro, nel tentativo di strappargli la palla dalle mani.

Subito dopo la sirena di fine della partita, vinta gli animi sono sembrati accesi e molti giocatori hanno continuato a litigare anche nel tunnel, ma lo stesso Kidd ha detto di non aver visto niente: «Stavo bevendo una coca e mangiando popcorn». Anche Jerryd Bayless dei Bucks ha voluto minimizzare l’accaduto: «È basket, queste cose succedono».

Provano a seguire il passo degli storici Warriors i Thunder, che nella notte battono i Nets di Andrea Bargnani per 110 a 99 grazie soprattutto al ritrovato Kevin Durant, che porta i suoi al secondo successo di fila nelle 2 gare al ritorno dall’infortunio, realizzando 17 dei suoi 30 punti negli ultimi 20 minuti di gioco.

Russell Westrbook mette a referto 27 punti e 13 assist, la maggior parte dei quali per un canestro proprio di Durant. «Fa sembrare tutto facile», ha detto Westbrook commentando la partita del suo compagno, «ma ha fatto un gran lavoro per tornare in campo così e dimostrare che grande giocatore sia».

Per Bargnani, in campo per 16 minuti, 13 punti e 2 rimbalzi.

Più in alto dei Thunder viaggiano gli Spurs, che battono i Mavericks e conquistano la dodicesima vittoria in stagione. Il protagonista è ancora Kawhi Leonard, non tanto per l’ennesima partita con più di 20 punti, ma perché nel possesso decisivo, a 15 secondi dalla fine si è andati da lui, a dimostrazione che ora il trio magico Duncan-Parker-Ginobili è a servizio del nuovo uomo franchigia, che mette una tripla pesantissima.

«Kawhi sta crescendo», ha detto LaMarcus Aldridge che ha chiuso con 18 punti e 7 rimbalzi, «non ho visto spesso gli Spurs lo scorso anno e non so se giocasse a questi livelli, ma ora per noi è l’uomo chiave, per i possessi d’attacco e anche per la difesa».

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