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Golden State supera anche l’ostacolo Pistons, Paul George si riprende Indiana

paul georgeNon si fermano più i Golden State Warriors di Luke Walton, chiamato a sostituire l’head coach Steve Kerr fino a oggi con ottimi risultati. Nella notte è arrivato il successo contro la sorpresa di questo avvio di stagione, i Pistons di Andre Durmmond, nonostante la peggior partita offensiva di Curry: solo (!) 22 punti e 7 su 18 dal campo.

Proprio la difesa su Drummond, limitato a 14 punti e raddoppiato quasi sistematicamente in post basso, è uno dei fattori che hanno permesso a Golden State di conquistare la vittoria numero 8 e ora il record di franchigia (9 dei Philadelphia Warriors nel 1960/61) è a un passo.

Con la leggera flessione del numero 30, che però ha comunque regalato 2-3 giocate pazzesche, sono i sostituti a uscire fuori, tanto che Draymond Green a fine gara si lancia in questa dichiarazione: «Abbiamo la panchina più forte della lega, è un’arma vincente per noi, è stato così l’anno scorso e anche quest’anno».

Contro i Magic è la quarta vittoria nelle ultime 5 partite per i Pacers, che si sollevano definitivamente dopo un inizio difficile e soprattutto si riprendono dopo la sconfitta contro i Cavs. La miglior notizia per la squadra di Indiana sono le medie di Paul George, tornato ad essere il condottiero dei gialloblu.

Per George 27 punti con 7 assist e media di 27,4 punti a partita nelle ultime 5 partite. Una crescita costante e (speriamo) definitiva per uno dei migliori giocatori della lega, atteso anche lui dopo il lungo stop per infortunio.

«Il segreto è il movimento di palla e dei giocatori», ha detto George, «sono stato bravo a tagliare e a farmi trovare sempre libero contro la loro difesa aggressiva».

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