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Golden State 12-0, Cavs sconfitti dai Pistons. LeBron: «Warriors più cattivi»

stephen curry warriorsContinua la striscia vincente dei campioni in carica, che conquistano la dodicesima vittoria contro i Toronto Raptors per 115 a 110. I Golden State Warriors sono la settima squadra nella storia NBA per vittorie consecutive ad inizio stagione, che al momento è il migliore dai tempi dei Bulls del 1996/97 (72 vittorie alla fine della regular season). Mancano solo 3 vittorie per eguagliare il 15-0 del 1948/49 degli Washington Capitols e del 1993/94 degli Houston Rockets.

Stephen Curry, che eguaglia Wilt Chamberlain, Rick Barry e Chris Mullin con almeno 20 punti nelle prime 12 partite di campionato, chiude con 37 punti e 9 assist, ma ogni singolo giocatore del roster Warriors va a segno.

Un’altra vittoria non facile però perché i Raptors hanno la forza di recuperare dal -18, grazie soprattutto ai 28 punti a testa di Kyle Lowry e DeMar DeRozan. Nel finale poi un paio di decisioni arbitrali lasciano l’amaro in bocca alla squadra di Toronto, in quella che (se stessimo parlando di calcio) è sembrata una “sudditanza psicologica”.

Due falli in attacco fischiati ai Raptors negli ultimi 2 minuti hanno permesso a Golden State di incrementare il vantaggio quel tanto che basta per portare a casa l’ennesima vittoria. Chiaro però che non è la ragione del successo di coach (in seconda aspettando il ritorno di Kerr) Luke Walton.

I Cavaliers, antagonisti degli Warriors cadono ancora, per la seconda volta consecutiva, contro i Detroit Pistons per 104 a 99, nonostante i 30 punti di LeBron James. La tattica di fare fallo sistematico su Andre Drummond, giocatore chiave di Detroit ma col 40% ai liberi, non ha funzionato: Drummond chiude con 25 punti e 18 rimbalzi e mette dei liberi fondamentali.

«Speravamo di conquistare un paio di possessi fondamentali in momenti cruciali della partita», ha detto coach Blatt, «semplicemente non ha funzionato».

LeBron James è però più critico nei confronti della prestazione dei Cavs: «Siamo troppo rilassati e troppo buoni in campo. Non voglio dire che dobbiamo aggredire gli avversari, ma dobbiamo essere più cattivi mentalmente e più uniti. Finora non abbiamo dimostrato niente e come motivazione a me basta pensare che ho perso le Finals, mentre è la squadra che le ha vinte quelle Finals a essere più cattiva in campo».

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