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Clippers e Rockets, insieme verso il fallimento?

deandre jordan clippersSiamo solo ad un quarto della regular season, ma se la stagione finisse oggi i Rockets (5-10) sarebbero fuori dai playoff e i Clippers (7-8) dovrebbero vedersela con i Phoenix Suns e i Minnesota Timberwolves per l’ultimo posto disponibile ad Ovest. Com’è vero che nessuno se lo sarebbe mai immaginato, è vero anche che ci sono ancora una sessantina di partite per rimettere la stagione a posto.

La sconfitta dei Clippers contro i Jazz di stanotte è per certi versi storica, visto che la squadra di Utah perdeva contro Chris Paul e compagni da 4 anni (dal 17 gennaio del 2012), ma oltre a rendere merito agli avversari ora i Clippers devono capire che cosa sta succedendo, visto che questo è il settimo KO in 8 partite.

Gli alibi stanno per esaurirsi per il coach Doc Rivers, che vede dalla panchina i suoi giocare l’ennesimo quarto quarto indecente, da 9 su 16 al tiro e 8 palle perse. Il parziale di 18 a 7 con il quale i Jazz hanno di fatto chiuso la partita mette in evidenza un problema di approccio, forse derivante dalla troppa sicurezza del proprio potenziale offensivo.

È vero che sono una squadra spettacolare da vedere, ma non basta saper fare qualche alley-oop per arrivare fino in fondo in NBA e il quesito che sta tormentando Doc Rivers è questo: è così difficile instaurare una mentalità vincente in una franchigia mai al top della lega? Probabilmente però la risposta ha un nome: Steve Kerr! Altra realtà quella di Golden State e forse molte meno pressioni, ma comunque da quelle parti non si vinceva da 40 anni eppure senza nomi a “cinque stelle” si è vinto un anello…

Discorso simile vale per gli Houston Rockets. Anche per loro doveva essere l’anno della svolta, visto che James Harden era chiamato a riscattare il secondo posto nella corsa all’MVP della scorsa stagione e l’arrivo di Ty Lawson doveva mettere a posto le lacune di un attacco troppo “appeso” alla vena del Barba.

Nella sconfitta della notte contro i Grizzlies, per altro privi di Zach Randolph, fuori per un fastidio al ginocchio, James Harden ne mette 40 (esattamente come Blake Griffin contro i Jazz), ma il resto della squadra resta a guardare: tolte le 5 triple di Harden il resto dei Rockets tira 5 su 25 da tre e il dato complessivo di 18 su 52 al tiro (quindi senza il 12 su 19 di Harden), mette i brividi.

Ty Lawson ormai è finito nel dimenticatoio (gioca solo 3 minuti contro i Grizzlies) e il play titolare è Jason Terry, non proprio un ragazzino. L’esonero di Kevin McHale, per altro fortemente criticato un po’ da tutti, poteva fungere da punto di svolta, ma sembra che si sia fatto un altro passo verso il fallimento di una stagione che alla vigilia doveva avere ben altre prospettive.

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