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Sefolosha è uscito dall’incubo

093014-hawks-CC12Assoluzione, è questa la parola che sancisce la fine del calvario giudiziario di Thabo Sefolosha. Una vera e propria “passione” costata oltre al danno anche la beffa visto che all’Hawks non solo era stato rotto il perone durante un fermo di polizia, ma era arrivata anche l’accusa di resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale.

Eppure lo stesso Thabo sapeva benissimo che la sua innocenza sarebbe stata dimostrata arrivando persino a respingere la richiesta di patteggiamento, un giorno di servizi sociali, pur di fare chiarezza una volta per tutte: quel giorno la vittima era lui in una storia torbida e forse macchiata anche da una piccola venatura di razzismo.

La notizia è stata accolta con immensa soddisfazione tanto che non si esclude la possibilità di un’azione civile contro il dipartimento di polizia per quello che ha passato in questi lunghi mesi. Cicatrici fisiche ma anche psicologiche, visto che con questo scherzo la stagione è finita anzitempo non permettendogli nemmeno di affacciarsi ai playoff.

Queste le parole con cui ha commentato a caldo la sentenza «ringrazio il mio avvocato e grande amico Alex Spiro, devo tutto a lui, la mia famiglia, i miei compagni, il coach e tutta l’NBPA. Senza di loro sono consapevole che avrei mollato. Eppure voglio che un episodio come questo possa servire come monito per tutti coloro che avendo subito cose simili hanno paura a denunciare ed a andare fino in fondo: la giustizia c’è ed esiste».

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